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L'Europa per i cittadini

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SULLA LEGISLAZIONE EUROPEA


POLITICHE E ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA


CITTADINANZA ATTIVA











SULLA LEGISLAZIONE EUROPEA...

IL TRATTATO DI MAASTRICHT
Il concetto di cittadinanza europea è stato introdotto con il Trattato sull’U.E. (TUE) firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 ed è entrato in vigore il 1° novembre 1993.
Il Trattato sull'Unione Europea (TUE) segna una nuova tappa nell'integrazione europea poiché consente di avviare l'integrazione politica. L'Unione Europea da esso creata comporta tre pilastri: le Comunità Europee, la Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), nonché la Cooperazione di polizia e la Cooperazione giudiziaria in materia penale (JAI). Il Trattato istituisce una cittadinanza europea, rafforza i poteri del Parlamento europeo e vara l'Unione Economica e Monetaria (UEM). Inoltre, la CEE diventa Comunità Europea (CE).
Con il Trattato di Maastricht, risulta chiaramente sorpassato l'obiettivo economico originale della Comunità - ossia la realizzazione di un mercato comune - e si afferma la vocazione politica. In tale ambito, il Trattato Maastricht consegue cinque obiettivi essenziali:
  • rafforzare la legittimità democratica delle istituzioni;
  • rendere più efficaci le istituzioni;
  • instaurare un'unione economica e monetaria;
  • sviluppare la dimensione sociale della comunità;
  • istituire una politica estera e di sicurezza comune.

ISTITUZIONI E POLITICHE
Sulla scia dell'Atto Unico Europeo, il ruolo del Parlamento europeo viene ulteriormente potenziato dal Trattato di Maastricht. Il campo d'applicazione della procedura di cooperazione e della procedura di parere conforme viene esteso a nuovi settori. Inoltre, il Trattato crea una nuova procedura di codecisione, che consente al Parlamento europeo di adottare atti insieme al Consiglio. Questa procedura comporta maggiori contatti tra il Parlamento e il Consiglio per giungere a un accordo. Inoltre, il Trattato associa il Parlamento alla procedura d'investitura della Commissione. Viene riconosciuto il ruolo svolto nell'integrazione europea dai partiti politici europei, che contribuiscono alla formazione di una coscienza europea e all'espressione della volontà politica degli europei. Per quanto riguarda la Commissione, la durata del suo mandato passa da quattro a cinque anni per uniformarsi a quella del Parlamento europeo.
Il Trattato instaura politiche comunitarie in sei nuovi settori:
  • reti transeuropee;
  • politica industriale;
  • tutela dei consumatori;
  • istruzione e formazione professionale;
  • gioventù;
  • cultura.

Il mercato unico viene completato dall'instaurazione dell'UEM. La politica economica comporta tre elementi. Gli Stati membri devono garantire il coordinamento delle loro politiche economiche ed istituire una sorveglianza multilaterale di tale coordinamento, e sono soggetti a norme di disciplina finanziaria e di bilancio. La politica monetaria mira ad istituire una moneta unica e a garantirne la solidità grazie alla stabilità dei prezzi e al rispetto dell'economia di mercato.
Con il protocollo sulla politica sociale allegato al Trattato, le competenze comunitarie vengono estese al settore sociale. Il Regno Unito non aderisce al protocollo, che si prefigge gli obiettivi seguenti:
  • promuovere l'occupazione;
  • migliorare le condizioni di vita e di lavoro;
  • garantire un'adeguata protezione sociale;
  • promuovere il dialogo sociale;
  • sviluppare le risorse umane per garantire un livello elevato e sostenibile d'occupazione;
  • integrare le persone escluse dal mercato del lavoro.

CITTADINANZA EUROPEAlogo_legislazione
Tra le grandi innovazioni del Trattato figura l'istituzione di una cittadinanza europea, che si aggiunge a quella nazionale. Chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro è anche cittadino dell'Unione. Tale cittadinanza conferisce nuovi diritti degli europei, ossia:
  • il diritto di circolare e risiedere liberamente nella Comunità;
  • il diritto di votare e di essere eletti alle elezioni europee e comunali nello Stato di residenza;
  • il diritto alla tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di uno Stato membro diverso da quello di origine nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato;
  • il diritto di petizione dinanzi al Parlamento europeo e il diritto di sporgere denuncia al mediatore europeo.

PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’ E EVOLUZIONI
Il Trattato sull'Unione adotta come norma generale il principio di sussidiarietà, applicato alla politica dell'ambiente nell'Atto Unico Europeo. Tale principio precisa che nei settori che non sono di sua esclusiva competenza, la Comunità interviene soltanto se gli obiettivi possono essere realizzati meglio a livello comunitario che a livello nazionale. L'articolo A prevede che l'Unione prenda decisioni "il più vicino possibile ai cittadini".
Il Trattato di Maastricht rappresenta una tappa determinante della costruzione europea. Attraverso l'istituzione dell'Unione Europea, la creazione di un'Unione Economica e Monetaria e l'estensione dell'integrazione europea a nuovi settori, la Comunità entra in una dimensione politica.
Consapevoli dell'evoluzione dell'integrazione europea, degli ampliamenti futuri e delle necessarie modifiche istituzionali, gli Stati membri hanno inserito una clausola di revisione del Trattato. A tal fine, l'articolo N prevede la convocazione di una conferenza intergovernativa nel 1996. Tale conferenza è culminata nella firma del Trattato di Amsterdam nel 1997, che insieme alla Conferenza di Nizza del 2001 hanno apportato alcune modifiche al Trattato.
Nell'ottobre del 2004 è stato firmato il trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa. Concepita per abrogare e sostituire tutti i trattati esistenti (eccetto Euratom) con un testo unico, esso consolidava 50 anni di trattati europei. Per entrare in vigore, il trattato istitutivo della Costituzione doveva essere ratificato da tutti gli Stati membri, secondo le rispettive norme costituzionali, sia tramite ratifica da parte del Parlamento oppure mediante referendum. In esito alle difficoltà di ratifica incontrate in certi Stati membri, i capi di Stato e di governo hanno deciso, in occasione del Consiglio europeo del 16 e 17 giugno 2005, di lanciare un "periodo di riflessione" sul futuro dell'Europa. In occasione del Consiglio europeo del 21 e 22 giugno 2007, i leader europei sono pervenuti a un compromesso. E' stato convenuto un mandato per la convocazione di una CIG incaricata di finalizzare e adottare non più una Costituzione ma un "trattato di riforma" per l'Unione Europea.

LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UE
La Carta dei diritti fondamentali riconosce una serie di diritti personali, civili, politici, economici e sociali dei cittadini e dei residenti dell’UE, fissandoli nella legislazione dell’UE.
Nel giugno 1999 il Consiglio europeo di Colonia ha ritenuto che fosse opportuno riunire in una Carta i diritti fondamentali riconosciuti a livello dell’Unione Europea (UE), per dare loro maggiore visibilità.
I capi di Stato e di governo ambivano ad includere nella Carta i principi generali sanciti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950 e quelli risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni dei paesi dell’UE. Inoltre, la Carta doveva includere i diritti fondamentali attribuiti ai cittadini dell'UE, nonché i diritti economici e sociali enunciati nella Carta sociale del Consiglio d’Europa e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, come pure i principi derivanti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.
La Carta riunisce in un unico documento i diritti che prima erano dispersi in vari strumenti legislativi, quali le legislazioni nazionali e dell’UE, nonché le convenzioni internazionali del Consiglio d'Europa, delle Nazioni Unite (ONU) e dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Grazie alla visibilità e alla chiarezza che la Carta conferisce ai diritti fondamentali, essa contribuisce a creare la certezza del diritto nell’UE.
La Carta dei diritti fondamentali comprende un preambolo introduttivo e 54 articoli, suddivisi in sette capi: capo I: dignità; capo II: libertà; capo III: uguaglianza; capo IV: solidarietà; capo V: cittadinanza; capo VI: giustizia; capo VII: disposizioni generali.
La Carta si applica alle istituzioni europee nel rispetto del principio della sussidiarietà e in nessun caso può ampliare le competenze ed i compiti a queste attribuiti dai trattati. Essa si applica anche ai paesi dell’UE nell’ambito della loro attuazione della normativa dell’UE.

foto_parlamento IL TRATTATO DI LISBONA
In questi ultimi anni si è dibattuto molto sul senso di appartenenza politico-sociale e culturale all’Europa e con molta difficoltà i diversi governi dei paesi membri hanno portato avanti politiche che potessero effettivamente aiutare i cittadini a sentirsi parte attiva della comunità europea.
Il 1° dicembre 2009 il Trattato di Lisbona è entrato in vigore, mettendo fine a diversi anni di negoziati sulla riforma istituzionale. Il Trattato di Lisbona modifica il Trattato sull’Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea, senza tuttavia sostituirli. Il nuovo trattato dota l’Unione del quadro giuridico e degli strumenti necessari per far fronte alle sfide del futuro e rispondere alle aspettative dei cittadini. Inoltre, favorisce e protegge il legame esistente tra i paesi membri mediante un’importante sinergia fra i vari governi.


ESPANSIONE DELL’UNIONE EUROPEA E RELAZIONI CON IL VICINATO

L’Unione Europea è aperta a tutti i Paesi che soddisfano i criteri democratici, politici ed economici per l’adesione, i quali sono:
-istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, rispetto e protezione dello Stato di Diritto, delle libertà fondamentali, dei diritti umani e delle minoranze (art.49 del Trattato di Lisbona)
-un’economia di mercato efficiente e funzionante, capace di tenere testa alle pressioni della concorrenza
-l’impegno nel perseguimento degli obbiettivi dell’UE e un’amministrazione pubblica in grado di applicare la legislazione dell’Unione.

Processo di adesione all’UE
I negoziati di adesione si svolgono tra ciascun paese candidato e la Commissione Europea, che rappresenta l’UE. Tutti gli Stati membri hanno il compito di votare all’unanimità l’entrata del paese candidato; successivamente il Parlamento darà il consenso finale all’adesione.
Infine l’UE offre al nuovo Stato membro:
-assistenza finanziaria, tecnica, macroeconomica
-un più facile accesso ai visti
-misure a sostegno dello sviluppo di tali paesi

Incremento del numero di Stati membri
Nel corso degli anni il numero degli Stati membri dell’UE è aumentato dai 6 fondatori agli attuali 28. In seguito al Consiglio Europeo di Copenaghen del 2002 aderirono altri 12 Paesi e venne posta fine alla divisione che, dal 1945, separava il continente in due parti.
Tali Paesi sono:
-Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria entrano a far parte dal 2004 insieme a Cipro e Malta
-Bulgaria e Romania dal 2007
-la Croazia si candida all’adesione nel 2003 e diviene stato membro nel 2013
Per quanto riguarda i Paesi non ancora facenti parte dell’Unione troviamo:
-Paesi candidati: Albania, Ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia
-Paesi candidati potenziali: Bosnia-Erzegovina, Kosovo
-Islanda, richiese l’adesione nel 2009 e la sospese nel 2013
-Turchia (membro della NATO),presentò la domanda di adesione nel 1987 e dal 2005 sono iniziati i negoziati; in seguito alcuni Paesi membri proposero per la Turchia un partenariato privilegiato.

Espansione dei confini
L’Unione Europea si è posta come obbiettivo l’allargamento dei confini per rafforzare e stabilizzare la democrazia e la sicurezza, ampliare la crescita economica e commerciale. Emergono molti dubbi riguardo i confini dell’Unione, in diversi Paesi infatti l’opinione pubblica inerente alla questione delle frontiere ultime dell’UE non è unanime .
Ogni tentativo di fissare definitivamente i confini dell’UE andrebbe contro il continuo processo di integrazione europea in atto dal 1950.
Con l’espansione dell’Unione verso est e sud è stata attuata un’azione per risolvere il problema delle minacce contro la stabilità e la sicurezza (immigrazione clandestina, interruzione dell’approvvigionamento energetico, degrado ambientale, criminalità organizzata transfrontaliera, terrorismo).
Per regolare i rapporti con i Paesi vicini a est (Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldova, Ucraina) e a sud (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Siria, Territori Palestinesi occupati, Tunisia) è stata sviluppata una nuova politica europea di vicinato.
Quasi tutti questi paesi hanno accordi bilaterali di partenariato e cooperazione o accordi di associazione con l’UE che li vincolano a valori comuni (democrazia, diritti dell’uomo, stato di diritto) e al progresso verso un’economia di mercato, uno sviluppo sostenibile, riduzione della povertà.
Dal 1995 i 28 Stati dell’UE e i 16 Paesi partner del Mediterraneo meridionale e del Medio Oriente, sono legati da rapporti politici, economici (ENPI) e diplomatici chiamati partenariato euromediterraneo.




POLITICHE E ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

Sovvenzioni e Finanziamenti
Attualmente l'UE conta 28 paesi membri, che hanno trasferito all'Unione una parte della loro sovranità o autorità legislativa. Altri paesi si sono candidati all'adesione.



LIFE 2014-2020

E’ un programma per l’ambiente e l’azione per il clima; sostituisce il precedente LIFE+, in vigore fino al 2013, ampliandone la portata alle misure per l’azione per il clima.
L’ente erogatore è la Commissione Europea e gli obiettivi sono:
- contribuire al passaggio a un’economia efficiente in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, contribuire alla protezione e al miglioramento delle qualità dell’ambiente e all’interruzione e all’inversione del processo di perdita di biodiversità, compresi il sostegno alla rete Natura 2000 e il contrasto al degrado degli ecosistemi
- migliorare lo sviluppo, l’attuazione e l’applicazione della politica e della legislazione ambientale e climatica dell’UE e catalizzare e promuovere l’integrazione e la diffusione degli obiettivi ambientali climatici nelle altre politiche dell’UE
- sostenere maggiormente la governance a tutti i livelli in materia di ambiente e di clima, compresa una maggiore partecipazione della società civile, delle ONG e degli attori locali
- sostenere l’attuazione del Settimo programma d’azione per l’ambiente (7° EAP)

Gli obiettivi di LIFE sono suddivisi in due sottoprogrammi:
1) Ambiente
I settori prioritari sono:
- Ambiente e uso efficiente delle risorse, le cui priorità sono l’acqua e ambiente marino, rifiuti, efficienza nell’uso delle risorse (compresi suolo e foreste) e economia verde e circolare, ambiente e salute (compresi le sostanza chimiche e il rumore), qualità dell’aria ed emissioni (compreso l’ambiente urbano)
- Natura e biodiversità
- Governance e informazione in materia ambientale
2) Azione per il clima
I settori prioritari sono:
- Mitigazione dei cambiamenti climatici al fine di contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra
- Adattamento ai cambiamenti climatici al fine di contribuire agli sforzi finalizzati ad accrescere la resilienza ai cambiamenti climatici
- Governance e informazione in materia di clima

I beneficiari del programma LIFE sono:
- gli enti pubblici e privati dei Paesi UE
- EFTA/SEE
- candidati, potenziali candidati e Paesi in via di adesione
- Paesi ai quali si applica la politica europea di vicinato
- Paesi membri dell’Agenzia europea per l’ambiente

Aree geografiche
Le aree geografiche coinvolte sono:
- i 28 Paesi dell’UE
- Paesi potenziali candidati (Bosnia-Erzegovina, Kosovo)
- Paesi della Politica europea di vicinato (Algeria, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Libia, Repubblica Moldova, Marocco, Siria, Tunisia, Ucraina e Territori palestinesi occupati)
- Paesi candidati all’UE (Islanda, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Montenegro, Turchia, Serbia e Albania)
- EFTA/SEE (Norvegia, Islanda e Liechtenstein)



EUROPA CREATIVA 2014-2020

È un programma dell’UE a sostegno dei settori culturali e creativi europei, che sostituisce i programmi Cultura 2007-2013, MEDIA 2007 e MEDIA Mundus.

L’ente erogatore è la Commissione europea e gli obbiettivi sono:
- promuovere e salvaguardare la diversità culturale e linguistica europea e il patrimonio culturale europeo, rafforzare la competitività dei settori culturali e creativi
- sostenere la capacità di settori culturali e creativi europei di operare a livello transnazionale e internazionale
- promuovere la circolazione transnazionale delle opere e la mobilità transnazionale degli operatori culturali e creativi e degli artisti, raggiungendo un nuovo e più ampio pubblico, con particolare riguardo ai bambini, ai giovani, alle persone disabili e ai gruppi sottorappresentati
- rafforzare in modo sostenibile la capacità finanziaria delle PMI e delle organizzazioni di piccole e medie dimensioni dei settori culturali e creativi
- sostenere la cooperazione politica transnazionale al fine di favorire lo sviluppo delle politiche, l’innovazione, l’audience development (sviluppo pubblico) e nuovi modelli di business nei settori culturali e creativi

Europa Creativa sostiene tutti i settori culturali e creativi tra cui architettura, archivi e biblioteche, artigianato artistico, audiovisivo, patrimonio culturale materiale e immateriale, design, festival, musica, arti visive, arti dello spettacolo, editoria, radio.

Il Programma è strutturato in due sottoprogrammi settoriali e una sezione transettoriale.

1) Sottoprogramma Cultura
I settori prioritari sono:
- rafforzamento delle capacità del settore di operare a livello transazionale
- promozione della circolazione e della mobilità transnazionale
Tali settori vengono attuati attraverso progetti cooperazione transnazionale, attività realizzate da reti europee, attività promosse da organizzazioni a vocazione europea, progetti di traduzione letteraria e azioni specifiche volte a dare maggiore visibilità e favorire la conoscenza della ricchezza e della diversità delle culture europee e stimolare il dialogo interculturale e la comprensione reciproca

2) Sottoprogramma Media
I settori prioritari sono:
- rafforzamento delle capacità del settore di operare a livello transnazionale
- promozione della circolazione transnazionale
Tali settori vengono attuati attraverso:
- lo sviluppo di un’offerta globale di misure di formazione per l’acquisizione e l’aggiornamento delle competenze dei professionisti del settore
- sviluppo di opere audiovisive europee
- attività volte a favorire le coproduzioni europee e internazionali di opere audiovisive
- attività che aiutino i partner delle coproduzioni europee e internazionali a incontrarsi e/o che forniscano sostegno indiretto alle opere coprodotte da fondi di coproduzione internazionali
- misure volte a facilitare l’accesso alle manifestazioni commerciali e ai mercati professionali dell’audiovisivo
- sostegno alla distribuzione di film europei non nazionali
- Progetti di cooperazione internazionale volti a facilitare la circolazione dei film europei nel mondo e di film internazionali nell’UE
- Sostegno a una rete europea di sale cinematografiche
- Iniziative volte a presentare e promuovere la diversità delle opere audiovisive europee, tra cui festival e altri eventi promozionali
- Attività volte a promuovere l’alfabetizzazione cinematografica e ad accrescere la conoscenza e l’interesse del pubblico sulle opere audiovisive europee
- Azioni innovative che sperimentano nuovi modelli e strumenti di business in settori che potrebbero essere influenzati dall’introduzione e dall’uso delle tecnologie digitali

3) Sezione transettoriale
La Sezione Transettoriale è:
- Strumento di garanzia per i settori culturali creativi, operativo dal 2016, di cui non potranno beneficiare i Paesi candidati e Potenziali candidati e i Paesi della Politica europea di vicinato
- Cooperazione politica transnazionale

Il Programma Europa Creativa è beneficiato da:organismi pubblici e privati, istituzioni, associazioni, imprese, incluso le micro, piccole e medie imprese attivi nei settori culturali e creativi.
Il Programma è aperto a operatori stabili nei seguenti Paesi: Stati UE, Paesi EFTA/SEE, Paesi in via di adesione, Paesi candidati e potenziali candidati, Svizzera e Paesi della politica europea di vicinato.

Aree geografiche
- I 28 Stati membri dell’UE
- Svizzera
- Paesi potenziali candidati (Bosnia-Erzegovina, Kosovo)
- Paesi della politica europea di vicinato (Algeria, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Libia, Repubblica Moldova, Marocco, Siria, Tunisia, Ucraina e Territori palestinesi occupati)
- Paesi candidati all’UE (Islanda, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Montenegro, Turchia, Serbia e Albania)
- EFTA/SEE (Norvegia, Islanda e Liechtenstein)



HORIZON 2020

Con Horizon 2020 per la prima volta l’UE ha messo a punto un quadro unico di finanziamenti che riunisce i diversi strumenti UE che nel periodo 2007-2013 hanno sostenuto la ricerca e l’innovazione. Consente di superare la precedente frammentazione dei finanziamenti e interviene ad ampio raggio: i fondi Horizon 2020, infatti, sono destinati a coprire l’intera catena della ricerca, da quella di frontiera, allo sviluppo tecnologico, alla dimostrazione e valorizzazione dei risultati fino all’innovazione. Permetteranno inoltre di ridurre il gap fra ricerca e mercato, ponendo un forte accento sulla ricerca industriale finalizzata alla commercializzazione di nuovi prodotti innovativi.

Il programma è strutturato attorno a tre pilastri:
- Excellent Science: con l’obbiettivo di elevare il livello di eccellenza della base scientifica europea e garantire una produzione costante di ricerca a livello mondiale, per assicurare la competitività dell’Europa a lungo termine. Sostiene le idee migliori, sviluppa i talenti, da ai ricercatori accesso ad infrastrutture di ricerca prioritaria e fa dell’Europa un luogo attraente per i migliori ricercatori del mondo.
- Industrial Leadership: mirato a fare dell’Europa un luogo più attraente per investire nella ricerca e nell’innovazione. Porta grandi investimenti in tecnologie industriali essenziali, incentiva il potenziale di crescita delle aziende europee.
- Societal Challenges: affronta direttamente le priorità politiche e le sfide sociali identificate nella strategia Europa 2020, concentrando i finanziamenti su sette aree tematiche chiave: 1) salute, cambiamento demografico e benessere; 2) sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima, bioeconomia; 3) energia sicura, pulita ed efficiente; 4) trasporti intelligenti, green e integrati; 5) azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime; 6) Europa in un mondo che cambia (società inclusive, innovative e riflessive); 7) società sicure (proteggere la libertà e la sicurezza dell’Europa e dei suoi cittadini).

Il Programma è completato, inoltre, da quattro linee di attività orizzontali:
- Spreading excellence and widening partecipation che supporta attività tese a migliorare e a incrementare la partecipazione al programma di alcuni Stati membri e regioni dell’UE con performance non soddisfacenti
- Science with and for Society, volta a consolidare la cooperazione tra scienza e società nonché a promuovere una ricerca e un’innovazione responsabile, una cultura ed educazione scientifica e la fiducia del pubblico nella scienza
- Joint Research Centre che offre sostegno scientifico e tecnico all’elaborazione delle politiche dell’UE
- European Institute of Innovation and Technologies che mira a rafforzare la capacità in innovazione dell’Unione e affrontare problematiche prioritarie della nostra società

Infine, complementare al programma HORIZON, figura lo specifico programma Euratom che supporta attività di ricerca e formazione nel settore nucleare, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza nucleare e la radioprotezione e contribuire alla de carbonizzazione a lungo termine del sistema dell’energia in modo sicuro ed efficiente.

Per ulteriori informazioni visitare:
- http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/ (sito dedicato a Horizon 2020)
- http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/home.html (per reperire e partecipare ai bandi Horizon 2020)
- http://www.apre.it/ (per informazioni e assistenza sulla partecipazione ad Horizon 2020)



ERASMUS+

Erasmus+ è il programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport, dal 2014 al 2020.
Il programma integra 7 precedenti programmi comunitari:
- Lifelong Learning Programme (Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci, Grundtvig);
- Gioventù in azione;
- Erasmus Mundus;
- Tempus;
- Alfa;
- Edulink;
- La cooperazione bilaterale con i Paesi industrializzati.

I finanziamenti (concessi a università e istituti di formazione, ma anche a partenariati innovativi, le cosiddette “alleanze della conoscenza” e “alleanze della abilità settoriali”) saranno destinati principalmente a studenti, tirocinanti, apprendisti, adulti, giovani, volontari, docenti, formatori, animatori giovanili, professionisti di organizzazioni attive nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù.
In quanto Programma integrato, Erasmus+ offre maggiori opportunità di collaborazione fra settore scuola e istruzione superiore, educazione degli adulti e formazione professionale, gioventù e sport e, grazie a regole di finanziamento semplificate, sarà più facile usufruirne.

Le attività chiave sono:
- Mobilità individuale a fini di apprendimento
- Cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche
- Riforma delle politiche
- Attività Jean Monnet
- Attività sportive, nuove dal 2015, concentrate su progetti transnazionali volti a sostenere sport amatoriali e ad affrontare le sfide transfrontaliere (partite truccate, doping, violenza e razzismo) e a promuovere il buon governo (parità di genere, inclusione sociale e attività fisica per tutti).

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito: http://www.erasmusplus.it/scuola/opportunita-per-la-scuola/ oppure ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus

I Paesi aderenti al programma sono:
- I 28 Stati membri dell’Unione Europea
- Islanda, Turchia, Liechtenstein, Ex Repubblica di Macedonia, Norvegia (non appartenenti all’Unione Europea)
- Albania, Montenegro, Serbia, Bosnia Erzegovina (partecipazione prevista in un prossimo futuro)
- Armenia, Azerbaijan, Belarus, Georgia, Moldova, Ucraina, Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia, Federazione Russa (i seguenti Paesi possono partecipare ad alcune azioni del Programma, secondo criteri e condizioni specifiche)

Per informazioni contattare le Agenzie Nazionali Erasmus+ Italia:

-Agenzia Nazionale – Erasmus+ - ISFOL
Corso d’Italia 33
00198 Roma
Tel: 0039 06 85 44 7808
Web: http://www.erasmusplus.it/
eMail: erasmusplus@isfol.it
fields: Vocational Education and Training

-Agenzia Nazionale Erasmus+ - INDIRE
Via Cesare Lombroso 6/15
50134 Firenze
Tel: 0039 055 23 80 348
Web: http://www.erasmusplus.it/
eMail: erasmusplus@indire.it
fields: School Education, Higher Education and Adult Education

-Agenzia Nazionale per i giovani
Via Sabotino 4
00195 Roma
Tel: 0039 063 75 91 201
Web: http://www.agenziagiovani.it/home.aspx
eMail: direzione@agenziagiovani.it
fields: Youth




CITTADINANZA…ATTIVA! cittadinanza

Il coinvolgimento dei cittadini europei è reso vivo con uno spazio telematico interamente dedicato a loro quale è "Partecipa!" in cui ciascuno è libero di esprimere la propria opinione circa la strategia politica adottata dall’UE, contribuire alla stesura di un progetto di proposta prima che la Commissione lo presenti al Consiglio e al Parlamento europeo, presentare una petizione, oppure visitare i blog delle diverse autorità che compongono il Parlamento e infine partecipare a diversi premi e concorsi su svariate tematiche e aree di intervento.
La "cittadinanza" non può essere più considerata solo uno status, l’appartenenza di un soggetto ad un territorio, ma un’entità in movimento che coinvolge nuovi attori, nuovi siti e nuove azioni.






Ultima modifica: 19-05-2015
REDAZIONE: Relazioni Internazionali e Gemellaggi - Progettazione Europea
EMAIL: a.piganti@comune.fe.it