Corsi Biennali si specializzazione e supplenze
Trasmettiamo la lettera di chiarimento inviata al Ministro della Pubblica Istruzione e alla Direzione Generale dell'Istruzione Tecnica per ricordare che la norma che prevede il superamento del primo anno del corso biennale di specializzazione come requisito per il conferimento delle supplenze su posti di sostegno, in assenza di personale specializzato, non è più prevista dalle ultime ordinanze. In ogni caso, in presenza di deroghe, va previsto che la certificazione sul primo anno contenga le stesse garanzie che il corso deve avere per il rilascio dell’attestato finale ai sensi del recente decreto 287/99.
Oggetto: conferimento supplenze su posti di sostegno al personale sprovvisto del titolo di specializzazione.
Risulta alla scrivente Organizzazione
Sindacale che in alcune scuole vengono conferite supplenze temporanee su
posti di sostegno a docenti che hanno completato il primo anno dei corsi
biennali di specializzazione, nel caso in cui non vi sia in graduatoria
personale in possesso del prescritto titolo di specializzazione. Tale requisito,
a differenza del passato, non è più previsto dall’OM 371/94
né dalle successive integrazioni dell’OM 3/97 e questo va ricordato
ai Provveditori e Capi d’Istituto. In ogni
caso, qualora si intendesse lasciar
procedere alle nomine, eventualmente sulla base del suddetto requisito
in attuazione della discrezionalità prevista all’art. 22 comma 3
e nota 1dell’OM 371/94, la CGIL scuola chiede che sia prevista l’obbligatorietà
della certificazione rilasciata da parte dell’Università che il
corso che si sta frequentando ha tutti i requisiti ribaditi dal D.M. n.
287 del 30/11/1999 in attuazione dell’art. 6 del D.I. n. 460 del 4/11/1998.
Tali requisiti sono vincolanti per la validità del titolo finale e, pertanto, anche per l’utilizzo di attestati di frequenza e completamento del primo anno debbono avere le stesse garanzie vincolanti.
Richiesta informazioni e provvedimenti in merito alle Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario (SSIS) e ai Corsi Biennali di Specializzazione per Attività di Sostegno.
inviamo, in allegato alla presente, richiesta di chiarimenti e di provvedimenti inviata a varie Autorità competenti (Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica ed altre) attinente alla problematica creatasi con la recente istituzione dei Corsi di Specializzazione per l'insegnamento.
(…)
I frequentanti del Corso Biennale di Specializzazione per Attività di Sostegno, istituito ai sensi dell'art. 14 della L. 104/92 e del Decreto Interministeriale 24.11.1998 n. 460, con riferimento al DPR 970/75 e all'O.M.P.I. n. 169 del 6.5.1996, chiedono che, alla luce della recente estensione alle Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario (SSIS), istituite ai sensi dell'art. 17, comma 95, della L. 15.05.1997, n. 127, e del Decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica del 26.05.1998, della possibilità di conseguire specifiche ed ulteriori specializzazioni in materia di sostegno con una semplice attività aggiuntiva di 400 ore, sia dato riscontro alle seguenti richieste:
Infine, riteniamo estremamente pericoloso per gli alunni portatori di handicap il fatto che gli stessi vengano affidati a personale non sufficientemente preparato (400 ore non sono certo idonee a garantire una piena competenza in materia), come è, invece, quello che è uscito ed uscirà dai Corsi Biennale di Specializzazione per Attività di Sostegno. Occorre garantire alle famiglie degli alunni portatori di handicap la massima competenza e professionalità dei docenti che dovranno seguirli.
Si confida, pertanto, nell'accoglimento delle suesposte richieste, rendendosi sin d'ora disponibili ad incontri con le Autorità competenti; che riteniamo essere assolutamente necessari in tempi alquanto brevi.
Corsi di specializzazione per gli insegnanti di sostegno ai portatori di handicap.
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Acciarini n. 3-04220
(vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
L'onorevole Acciarini ha facoltà di illustrarla.
MARIA CHIARA ACCIARINI. Signor Presidente questa interrogazione affronta il problema dei giovani che vogliono specializzarsi per insegnare agli alunni portatori di handicap nelle scuole. La formazione degli insegnanti è compito dell'università e quindi anche questa specializzazione. Stiamo invece assistendo con molta preoccupazione e molto allarme ad un vero e proprio appalto di corsi ad enti privati da parte di molte università senza i necessari controlli e con dei costi molto elevati. Si parla di circa dieci milioni per studente. Sappiamo che i ministeri competenti, il Ministero dell'università e il Ministero della pubblica istruzione, hanno emanato circolari, ma la macchina si è messa in moto. Chiediamo azioni concrete per ridare certezza alle speranze dei giovani che si iscrivono ai corsi e alle necessità degli handicappati che vogliono personale veramente qualificato.
PRESIDENTE. Il ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica ha facoltà di rispondere.
ORTENSIO ZECCHINO, Ministro
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica. Signor
Presidente, come è noto, in attesa del funzionamento a regime dei
corsi di laurea e della scuola di specializzazione per la formazione degli
insegnanti, le università possono organizzare corsi biennali di
specializzazione, da attivare anche attraverso convenzioni con enti.
L'interrogazione pone il problema
delle condizioni concrete nelle quali operano i soggetti convenzionati,
dal punto di vista delle certezze e delle garanzie di rispetto delle condizioni
previste dalla legge, nonché del raggiungimento degli obiettivi
propri dei corsi. Prima ancora che fosse presentata l'interrogazione, comunque,
il ministero aveva inviato una nota alle università, in primo luogo
per sottolineare l'assoluta necessità del rispetto delle condizioni
previste dalla legge (relative ai titoli dei docenti, alla previsione imprescindibile
di puntuali controlli sull'attività degli enti convenzionati e alle
modalità di espletamento degli esami).
Fra le altre condizioni fissate dalla
legge, vi è la necessità del previo accertamento delle esigenze
di ciascuna provincia e l'adozione di programmi conformi agli obiettivi
formativi definiti.
Essendovi quindi una gamma di condizioni
previste, abbiamo richiamato le università al loro rispetto ed abbiamo
chiesto, in tempi rapidi, la documentazione relativa alle convenzioni eventualmente
stipulate, per potere esercitare una funzione ispettiva sugli atti concretamente
stipulati. Abbiamo richiesto, quindi, copia delle convenzioni eventualmente
stipulate con enti od istituti ed ogni altra utile informazione, segnatamente
con riferimento alle condizioni e modalità di selezione degli aspiranti
ai corsi ed agli aspetti finanziari, inclusi gli oneri posti a carico degli
iscritti. Non possiamo, dunque, che attendere concrete notizie per poter
svolgere, a nostra volta, una concreta funzione ispettiva. Per ora, ci
siamo attivati sottolineando l'imprescindibile necessità del rispetto
delle condizioni previste e chiedendo appunto notizie, all'esito delle
quali potremo verificare se le paventate violazioni siano reali, come noi
ci augureremmo che non fosse.
PRESIDENTE. L'onorevole Acciarini
ha facoltà di replicare.
MARIA CHIARA ACCIARINI. Signor
Presidente, signor ministro, confesso una parziale soddisfazione. Certamente,
il ministero si è comportato correttamente attivandosi rispetto
alle università per ricevere documentazione; tuttavia, voglio sottolineare
che il ricorso alle convenzioni ha carattere aggiuntivo, dato che nella
normativa vigente si utilizza il termine "anche": in concreto, però,
non si sta rispettando questa previsione normativa. Ricordo, poi, che si
fa riferimento anche alle esigenze concrete delle singole province. Ho
quindi solo una preoccupazione, che manifesto molto accoratamente. Da quanto
mi risulta, gli esami si stanno facendo ed essi rappresentano un vero e
proprio affare in quanto ogni studente, per iscriversi, paga circa 120-130
mila lire solo per sottoporsi all'esame; per mille concorrenti, quindi,
abbiamo cifre di tutto rispetto (120-130 milioni). Dato che i corsi partiranno
e si cominciano a versare le prime rate, per cifre, ripeto, nell'ordine
di milioni, sinceramente vorrei un'azione più decisa da parte del
ministero, quanto meno per chiarire che ci si sta iscrivendo ad un corso
che non si sa quale efficacia concreta avrà dal punto di vista del
raggiungimento di un titolo e della possibilità di inserimento nel
gruppo degli insegnanti dotati di titolo di specializzazione per le supplenze
e l'immissione in ruolo. Non vorrei che, come altre volte è accaduto,
fossimo poi chiamati a ratificare una situazione nella quale le persone
sono state messe senza che si fosse fatta, appunto, chiarezza.
Chiedo quindi un intervento da parte
del ministero perché vi sia quanto meno un'informazione precisa
nei confronti di coloro che stanno affrontando gli esami e che, in questi
giorni, sono invitati a pagare simili cifre di iscrizione.
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