FEDERHAND - ONLUS
Federazione regionale campana delle associazioni degli handicappati e delle loro famiglie
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Al Sottosegretario del Ministero alla P.I.,
On. Dott. Giuseppe Gambale.

Oggetto: Integrazione scolastica alunni disabili.

La FEDERHAND-O.N.L,U.S,, federando 20 associazioni,  è in Campania l’unico organismo in-terassociativo dei disabili e delle loro famiglie; è socia fondatrice, a livello nazionale, della FISH (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e del CND ( Consiglio nazionale sulla disa-bilità) ed, a livello internazionale, dell’assemblea italiana di DPI (Disabel Peoples’ Internazional ), organizzazione di persone con disabilità presente in 120 paesi del mondo.

La FEDERHAND ritiene che a 23 anni dalla promulgazione della Legge 517/77, che ha rappresen-tato il primo concreto passo avanti contro l’emarginazione dei soggetti disabili negli Istituti e nelle sezioni speciali, il percorso dell’integrazione scolastica di questi alunni appare ancora lontano dall’essersi concluso; anzi negli ultimi tempi si registrano provvedimenti normativi che, nonostante le pubbliche affermazioni di principio del Ministro alla P.I. informate da un spirito d’inclusione, sembrano lanciare inquietanti segnali di una tendenza al ritorno alla logica delle separatezza ed ad una nostalgia per le classi speciali. Tali affermazioni, a nostro avviso, trovano giustificazione nelle argomentazioni che seguono.

Innanzitutto, l’art.40 della Legge n°449/97, che ha introdotto il rapporto di un insegnante di soste-gno per 138 allievi, ha prodotto nuovi ed ulteriori grossi disagi agli alunni disabili, poiché, nella sua diretta esperienza quotidiana, la FEDERHAND continua purtroppo a riscontrare che la “presa in ca-rico collettiva” dell’intero corpo docente  e “l’offerta formativa” nei confronti del “diversamente abile” non sono per nulla entrate nella normale attività didattica ed assai raramente fanno parte del patrimonio culturale degli operatori del settore. Questi, infatti, appaiono ancora troppo legati alla delega all’insegnante di sostegno, in particolar modo se si tratta di docenti della Scuola Superiore.  Pertanto, la Federazione, nelle more dell’auspicata costruzione di una forte responsabilizzazione, nonché di concreta disponibilità ed adeguata preparazione, di tutti gli insegnanti a farsi carico dei soggetti in situazione di handicap, chiede, per non far pagare specie agli alunni più gravi i costi di tale disposizione, che si arrivi al rapporto di 1 a 138 in modo graduale, rivedendolo per il prossimo anno scolastico in una misura più stretta ed incrementando la possibilità di deroga a tale rapporto da parte dei Provveditori agli Studi, come prevede del resto l’attuale legge finanziaria.

La FEDERHAND, inoltre, esprime sconcerto per O.M. n°307 del 16/12/1999 che, al fine di poter rifinanziare gli stipendi degli insegnanti delle scuole speciali, statali e private, ancora esistenti, ha rinverdito una Circolare anteriore alla Legge-quadro n°104/92, ignorando che la Storia ha compiuto passi avanti e che, anche per gli alunni gravi, si sono individuate soluzioni più avanzate rispetto alla loro ghettizzazione in istituzioni totalizzanti, quali sono gli istituti speciali per disabili.
Infatti, nel preambolo della normativa è citato tra le fonti legislative l’art.29 della Legge n°118/71, che consentiva per gli allievi “gravi” l’istituzione di sezioni staccate di classi comuni presso centri di recupero e degenza “…… esclusivamente quando sia accertata l’impossibilità di far frequentare ai minori la scuola pubblica dell’obbligo ……”. Questa norma, tuttavia, è stata implicitamente

abrogata dall’art. 10 comma 1 della L.104/92 che, riferendosi ai centri residenziali e agli istituti speciali per disabili, prevede espressamente che essi possano ospitare soggetti in situazione di gra-vità “ … assicurando comunque il diritto all’integrazione sociale e scolastica, secondo le modalità stabilite dalla presente legge …”. Tale principio viene rafforzato dalla Sentenza della Corte Costitu-zionale n°215/87 che sancisce il pieno ed incondizionato diritto per gli alunni “gravi” alla frequenza delle classi comuni, ignorando completamente i riferimenti alle scuole speciali nei centri di recupe-ro e degenza. Inoltre, nel preambolo dell’Ordinanza in questione è citato impropriamente l’art.12 della Legge-quadro che recita al comma 9: “Ai minori handicappati …..TEMPORANEAMENTE impediti, per motivi di salute, a frequentare la scuola…” sono assicurati l’educazione e l’istruzione tramite l’istituzione nei centri di recupero e riabilitazione di sezioni staccate di scuole ordinarie. Qui si parla di “temporaneamente impediti” e non di ricoveri a lunga degenza, come di solito avviene nei centri di recupero e poi, sempre nello stesso comma, è previsto che debba istaurarsi un rapporto tra i docenti della sezione staccata e quelli della scuola di competenza territoriale, dove è iscritto l’allievo; sennonché gli ospiti dei centri di lunga degenza non vengono iscritti alla scuola di resi-denza della famiglia, in quanto risiedono nell’istituto speciale.
La Federazione, quindi, ritiene necessario che l’ordinanza sia riscritta, magari riferendosi alla C.M. n°353/98 sulle scuole in ospedale, tenendo ben presenti i principi ineludibili dell’inclusione nella stesura di un preciso progetto riabilitativo, con chiare e dettagliate delimitazioni temporali, che contempli un riavvicinamento alla famiglia e/o al territorio d’origine e che rigetti ogni logica di se-paratezza, mediante la più ampia apertura ad esperienze socio-educative, esistenti sul territorio del centro di recupero.

Nell’ambito, poi, dell’applicazione della discutibile Legge n°69 del 22/03/2000 sugli “Interventi fi-nanziari per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con handicap”, detta anche “Legge Rocchi”, la FEDERHAND chiede indicazioni concrete, per l’anno 2000, su:
1) come sarà impiegato il 55% dei finanziamenti rivolti all’offerta scolastica degli istituti “a ca-rattere atipico” per studenti con deficit sensoriale;
2) quale contenuto verrà dato al Regolamento sulla ristrutturazione degli istituti speciali per ciechi e sordi, rivendicando con forza che esso sia orientato verso l’integrazione scolastica;
3) come sarà speso il restante 45% dei fondi, finalizzati alla realizzazione di progetti locali d’integrazione scolastica, auspicando fortemente la realizzazione di centri di consulenza e documentazione in convenzione con qualificate associazioni di persone disabili e loro fami-glie.

Al fine di incrementare la qualificazione dei docenti, la Federazione propone:
1) l’inserimento nei corsi universitari di didattica e pedagogia di significativi approfondimenti su tutte le problematiche dell’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap;
2) l’inserimento di momenti di formazione generalizzata per gli insegnanti curriculari nel piano nazionale di formazione;
3) l’offerta di brevi moduli formativi sugli aspetti giuridici ed organizzativo-amministrativi sull’integrazione scolastica dei soggetti con disabilità all’interno dei corsi di formazione per dirigenti scolastici;
4) la partecipazione dei diplomati nei corsi biennali affidati alle Università, che spesso non of-frono sufficienti garanzie di qualità, poiché li affidano in convenzione ad enti privati, ai cor-si di alta qualificazione.

Si rivendicano finalmente adeguati provvedimenti del Ministero, affinché venga garantita la presen-za quantitativamente sufficiente fin dall’inizio dell’anno scolastico degli insegnanti di sostegno tito-
 

lari di cattedra, evitando la copertura dei posti con supplenti, che contraddice la continuità didattica e che comporta a volte il cambio nello stesso anno scolastico di più di due docenti specializzati.

In vista della piena attuazione dell’Autonomia scolastica che porterà, tra l’altro, alla soppressione dei Provveditorati agli Studi, la FEDERHAND propone l’inserimento dei G.L.H. e dei G.L.I.P. nei nuovi organismi di supporto all’autonomia, raccordati con gli uffici del Dipartimento per i rapporti con gli enti locali.

Ci piace concludere questo documento con la profonda convinzione che un corretto inseri-mento dei disabili nelle classi comuni servirebbe ad accelerare il processo di trasformazione della Scuola in una struttura agile e moderna, aperta a tutte le realtà presenti sul territorio e finalmente li-bera da ipoteche nozionistiche e dall'anacronistica concezione di asettico "tempio della Sapienza"; nel contempo si offrirebbe l'occasione per far compiere un salto di qualità alla formazione culturale degli studenti normodotati, caricandola di valenze positive, quali il rispetto, la tolleranza e l'accetta-zione di tutte le “diversità” come grande ricchezza e risorsa della società attuale, insieme ad uno spiccato senso di solidarietà nei confronti dei soggetti più deboli.

Distinti saluti.

Napoli, 5/06/2000

Il Vice-Presidente  e Responsabile del Settore Scuola della FEDERHAND
Dott. Federico Minutillo


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