PROGRAMMA
DI AZIONE DEL GOVERNO
PER
LE POLITICHE DELL'HANDICAP
2000-2002
BOZZA Febbraio 2000 - estratto parte inerente la scuola ed università
3.1 La scelta della piena integrazione scolastica è stata compiuta, in Italia, all'inizio degli anni Settanta, prima in forma spontanea, poi dal legislatore e dal potere esecutivo. Oggi questa capillare esperienza interessa circa 120 mila alunni e alunne in situazione di handicap e le loro famiglie; oltre 100 mila sezioni e classi comuni dei vari ordini e gradi di scuola (compresi i circa 15 mila allievi che frequentano la secondaria superiore); quasi 59 mila docenti per il sostegno (alcune migliaia dei quali, tuttavia, non sono in possesso di una specializzazione). Inoltre, chiama in causa per legge Regioni, Province, Comuni, Comunità montane e Aziende sanitarie locali ad assicurare, nei rispettivi compiti e ruoli, il supporto all'integrazione.
L'avvio graduale e concreto del processo di autonomia delle istituzioni scolastiche deve quindi riguardare anche l'esperienza pluridecennale di integrazione. Tale impegno riguarda Governo e Parlamento, ma anche le singole istituzioni formative e ciascuna professionalità ivi operante, chiamate dalle leggi vigenti a garantire l'educazione e l'istruzione di tutti gli allievi, all'interno delle sezioni e classi comuni, indipendentemente dalla tipologia e dalla gravità dell'handicap (legge n. 104/1992, artt. 12 e segg.).
La scelta dell'integrazione va oggi riconfermata e considerata irreversibile. Ed in questo quadro è possibile ed opportuno migliorare ulteriormente la qualità del servizio scolastico, dotandolo di tutte quelle competenze, condizioni, ausili e tecnologie che possano garantire la migliore fruizione possibile da parte delle diverse categorie di studenti disabili.
Tale indirizzo deve valere anche nella scuola dell'autonomia, in relazione a numerosi fattori:
a) ai rapporti tra etica, valori e diritti;
b) al quadro legislativo e normativo vigente;
c) alla constatazione, validata dall'esperienza
italiana e internazionale, che l'impegno per l'integrazione nella scuola
di tutti rappresenta la strategia fondamentale per lo sviluppo, la crescita
e la conquista delle autonomie e costituisce la condizione fondamentale
per la successiva integrazione sociale e, se possibile, lavorativa delle
persone disabili;
d) alla considerazione dei vantaggi che tale situazione
comporta per gli altri alunni e all'esperienza umana, culturale e professionale
maturata
da un'ampia fascia di operatori scolastici;
e) al fatto che l'esperienza italiana rappresenta
ormai un modello cui guarda
l'Europa come occasione di scambi, di confronto
e di reciproco incoraggiamento per innalzare la qualità del
servizio scolastico.
Tutto ciò sottolinea la necessità di collocare il diritto all'educazione, all'istruzione, all'acquisizione di competenze ed all'integrazione sempre più nel quadro dei sistemi scolastico e formativo, lavorativo, socio - assistenziale ecc., portando al centro dell'attenzione i bisogni fondamentali della persona in situazione di handicap, i suoi familiari, il suo contesto abituale di vita, e richiamando competenze e obblighi che le leggi vigenti assegnano anche a Enti locali e Servizio Sanitario.
Per promuovere e rafforzare il processo di integrazione e per migliorare la qualità della formazione ed i livelli di apprendimento degli alunni disabili saranno promosse le seguenti azioni:
3.1.1 formazione e specializzazione degli insegnanti, attraverso la definizione di qualificati percorsi universitari, a partire dalla formazione di base. Tali iter debbono essere destinati, innanzitutto, a tutti i docenti, soprattutto a quelli curricolari. Vanno assicurate, inoltre, forme altrettanto qualificate di specializzazione degli insegnanti per il sostegno, con il coinvolgimento pieno delle Facoltà di Scienze dell'Educazione e degli Atenei presso i quali sono istituiti i corsi Sis. Saranno anche utilizzati gli spazi previsti dalla convenzione tra Ministero della Pubblica Istruzione e Rai;
3.1.2 attuazione di un programma teso all'impiego esteso e mirato delle nuove tecnologie, protesi, ausili, materiali didattici specifici, risorse informatiche, ma anche e soprattutto strumenti di amplificazione della comunicazione. Formazione degli operatori scolastici per un corretto uso delle tecnologie ed ausili;
3.1.3 offerta di opportunità formative e di specializzazione dei docenti che riguardino, in modo precipuo, i bisogni degli alunni con handicap sensoriali;
In tali percorsi di formazione, affidati a docenti con particolare requisiti e di provata esperienza, devono trovare spazio la puntuale illustrazione e la conseguente utilizzazione dei principali metodi, degli sperimentati approcci riferiti a tali tipologie di deficit: utilizzo del Braille e di ogni altro sussidio per i non vedenti; ricorso alla lingua dei segni o ad altre metodologie per la comunicazione dei sordi. Inserimento nella scuola della figura dell'assistente alla comunicazione, del quale andrà definito profilo e percorso formativo;
3.1.4 revisione dell'Atto di indirizzo e coordinamento alle Aziende sanitarie locali (DPR 24 febbraio 1994), con l'obiettivo di assicurare un effettivo e qualificato supporto della Sanità alla definizione degli strumenti diagnostici di documentazione dell'iter di integrazione scolastica, partendo da una lettura non patologizzante della situazione di handicap e attenta alle potenzialità anche minime di ciascun soggetto;
3.1.5 verifica delle risorse di personale docente e non docente assegnato alle scuole dell'integrazione. Valutazione sia sul piano qualitativo che sul piano quantitativo della situazione al fine di una verifica del rapporto 1/138 e delle connesse norme stabilite dalla legge finanziaria per il 1998 nell'assegnazione degli insegnanti di sostegno. Rafforzamento dei servizi e degli interventi extrascolastici a sostegno della famiglia, della vita in famiglia e della stessa integrazione scolastica;
3.1.6 verifica del grado di accessibilità delle scuole di ogni ordine e grado con particolare riguardo agli ingressi principali, alla mobilità interna alla struttura, alle palestre, agli spazi comuni, ai servizi igienici;
3.1.7 il processo di integrazione scolastica degli allievi e delle allieve in situazione di handicap deve essere considerato come uno dei fattori di qualità del piano dell'offerta formativa di una istituzione scolastica. Il Ministero della Pubblica Istruzione provvederà a definire con urgenza corretti strumenti di valutazione e verifica degli interventi educativi, didattici e organizzativi messi in atto dalle singole scuole e dall'intero sistema formativo, avendo cura di prevedere standard adeguati a valutare i processi di insegnamento e apprendimento, i risultati raggiunti sul piano individuale e collettivo, le aree di sviluppo prossimale e in prospettiva;
3.1.8 attuare la Riforma delle scuole degli istituti a carattere atipico di cui alla parte I, titolo II, capo II, del Testo unico della scuola (D.Lvo. 297/1994), secondo il preciso dettato della Legge n. 59/97, art. 21, comma 10. Tali istituzioni scolastiche vanno riformate"come enti finalizzati al supporto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche autonome". Esperienze professionali, strutture, personale e ogni altra risorsa disponibile vanno finalizzate a sostenere la piena integrazione scolastica di tutti gli allievi e di tutte le allieve in situazione di handicap nelle sezioni e nelle classi comuni delle scuole di ogni ordine e grado. Le attuali scuole e gli attuali istituti atipici dovranno diventare qualificati e fondamentali punti di riferimento per la catalogazione, la raccolta e la messa a disposizione di sussidi, risorse e esperienze e per la formazione, a supporto della predisposizione dei progetti individualizzati di integrazione.
3.2. Gli studenti universitari disabili
La diffusa presenza nelle università di un crescente numero di studenti disabili ha indotto il Parlamento a recepire la proposta più votata nella speciale convocazione della Camera riservata agli studenti delle scuole medie e ad approvare la legge 17 del 28 gennaio 1999.
Questa prevede misure di sostegno agli Atenei per favorire la partecipazione alle diverse attività di studio degli studenti disabili in particolare attraverso:
3.2.1 rilevazione annuale delle nomine dei delegati e delle attività svolte dalle Università, in particolare l'organizzazione dell'Ufficio, con personale dell'Università ed un coordinatore, attrezzato per gli opportuni collegamenti e sperimentazioni per la conoscenza degli ausili e le tecnologie, costituzioni di siti Web e banche dati;
3.2.2 ricognizione attraverso detti uffici dei bisogni e delle difficoltà degli studenti disabili, al fine di risolvere i problemi di orientamento, di partecipazione alle lezioni, di accesso ai testi di studio, alle biblioteche e alle consultazioni bibliografiche, al supporto didattico specifico, alla vita di relazione e di studio con gli altri, al rapporto con docenti, alla realizzazione dei percorsi di formazione per il completamento degli studi;
3.2.3 verifica dell'accessibilità e dell'agibilità degli ambienti relativamente a tutti gli aspetti connessi alla vita universitaria (bagni, alloggi, mense, strutture sportive e culturali);
3.2.4 utilizzazione e organizzazione di personale specializzato con individuazione delle figure e dei ruoli:
nuove tecnologie in grado di avviare lo studente al più elevato grado di autonomia possibile,
interprete in lingua dei segni, ripetitore labiale, tutore didattico, stenotipia per gli studenti sordi,
trascrizione dei testi in braille, registrazioni, postazioni informatiche attrezzate (sintesi vocale, barra braille, ecc.) nelle maggiori biblioteche, aule e nell'ufficio per i disabili,
aree e posti riservati ai disabili motori nelle aule principali, nelle biblioteche e sale di studio,
facilitazioni per l'accesso ad Internet, alle reti dell'Ateneo, alle banche dati bibliografici, anche attraverso specifiche postazioni informatiche debitamente attrezzate.
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