"Profilo pofessionale
del docente di sostegno - organici di sostegno e rapporto 1:138 ..."
febbraio
2000
... allora vi posso dire quali sono le idee verso cui ci muoviamo.
La prima che vi dico è a più lungo respiro: quella di fare in modo che tutti gli insegnanti italiani che si formeranno nelle università…, come abbiamo incominciato a fare l'anno scorso, sapete che dall'anno scorso finalmente per fare l'insegnante ci vuole una laurea speciale....... che tutti gli insegnanti, ovviamente quando questi si laureeranno, faranno dei concorsi, questi insegnanti abbiano avuto una formazione specifica sulla diversità e la disabilità. Sarà tanto, sarà poco, ma intanto superiamo un primo gradino che è quello del fatto che nessuno può dire: io non so. ... minimo perchè devo ammettere, non dico gli insegnanti della materna e delle elementari, ma per qualche professore di liceo, vedere una persona handicappata è una roba totalmente anomala. La seconda cosa è quella di aumentare, di potenziare le iniziative di formazione per gli insegnanti, anche attualmente in servizio, per una ragione non solo legata all'handicap: dovete accettare il fatto che noi stiamo vivendo in un'epoca nella quale dentro la scuola i diversi saranno molti di più degli handicappati. Uso la parola diversi in senso molto lato per intendere tutte le persone che non sono uguali a voi, non uguali alla normalità che non esiste; può essere banale la questione della multiculturalità, sentivo oggi pomeriggio che nella provincia di Ravenna è nata per il prossimo decennio, la necessità di cittadini extra comunitari residenti, pari a 18.000. Cioè, Ravenna per sopravvivere, cioè per avere camerieri e facchini per capirci, perchè i ravennati non lo fanno più, avremo bisogno non come clandestini, come regolarmente inseriti qui, di circa 18.000 cittadini non nati in Italia. La stima che possiamo fare è che questi 18.000 cittadini avranno circa a fare 4-5.000 figli che probabilmente faranno la felicità delle scuole ravennati che altrimenti chiuderebbero visto che i ravennati non fanno più figli, ma sapete che contemporaneamente ci riconducono ad altrettanti problemi in ordine alla comunicazione linguistica, alle esperienze culturali, alle diversità e così via. Adesso probabilmente un esempio del fatto che noi non stiamo andando verso una società che ci renderà più uguali: la televisione ci fa più uguali, ma la vita e l'esperienza ci porterebbe ad avere nel futuro sempre più diversità. Quindi noi vorremmo aumentare negli insegnanti la competenza sulla diversità, perchè è ormai, potremmo quasi dire, un mestiere nuovo. Un insegnante che abbia incominciato ad insegnare 20 anni fa rispetto ad oggi, deve ammettere che davvero sono cambiati i bambini, onestamente è così e non possiamo pensare di insegnare sempre allo stesso modo. Con bambini diversi bisogna imparare a farlo diversamente. Per quanto riguarda invece gli insegnanti di sostegno: noi vorremmo fare in modo che gli insegnanti di sostegno siano più legati all'attività della classe. Pensiamo che più aumentiamo in tutti gli insegnanti la capacità di capire i bambini, diminuirà non tanto il numero dei sostegni, che è un'altra questione, ma diminuirà il rischio del bambino che esce dalla classe. C'è un problema che ???? che è sempre quello del numero di alunni per classe. Noi abbiamo fatto due anni fa un trucco che ha scatenato un sacco di malumori: abbiamo abolito il cosiddetto 20 alunni per classe. Se non lo sapete fino a due anni fa al ventunesimo bambino si sdoppiavano. Vivevamo in una società così grassa che si poteva permettere il lusso di avere una classe di 10 e una classe di 11, questo è il punto. Non vi posso non dire che in realtà dietro a questo c'erano molte perversioni. In molte scuole capitava che se di bambini ne avevate 19, toccava un handicappato, non lo volevate perchè non vi serviva a sdoppiare, ma se di bambini ne avevate 20 e toccava l'handicappato, lo prendevate subito. Cioè, questa cosa creava delle perversioni, perversioni che ovviamente magari non è capitata in nessuna delle scuole delle persone presenti, ma che moltiplicate per un paese che nasce a Bolzano e finisce a Ragusa, voleva dire migliaia di posti, cioè centinaia di miliardi non caramelle. Allora l'idea di dire basta, non è tanto il numero che conta, ma è il tipo di situazione, ha fatto in modo di cercare di vedere come affrontare il problema. Guardate, ne è nato di tutto: incomprensioni, difficoltà, disagi, in un qualche modo anche legato spesso a non aver capito bene questa cosa. La cosa noi vorremmo superarla, mi auguro il più presto possibile, con quella cosa chiamata organico funzionale... alle elementari è già arrivato ma solo all'inizio come idea. Mi interessa darvene la filosofia perchè capiate anche il valore che può avere per un bambino in situazione di handicap. Allora, noi abbiamo sempre dato fino adesso gli insegnanti sulla base del numero delle classi. Nella scuola elementare prima accadeva, prima nel senso che già abbiamo cominciato a cambiare un po', che voi potevate avere una prima elementare di 12 bambini, una seconda elementare di 12 bambini, totale 24, 3 maestre perchè il modulo era fatto di 3. Ma potevate avere nel plesso vicino una prima elementare di 24 bambini una seconda elementare di 24 bambini, 48 bambini quindi, il doppio, sempre 3 maestri. Voi capite che questo è assurdo. Il fatto cioè di contare gli insegnanti per classe, piuttosto che per numero dei bambini, creava una cosa ridicola. Dove ce n'era bisogno ce n'erano troppo pochi, dove c'erano pochi bambini ce n'erano anche troppi. Allora il tentativo che stiamo facendo è di adattare modi... naturalmente questo poi incide nella didattica, che superano questa questione del 20-21-22 per classe o altro, ma cerca di dire in un modo molto semplice: avete 100 bambini X posti, ne avete 60 Y posti. Sulla base di quei posti decidete come organizzare la scuola con l'autonomia, utile a fare in modo che serva ai vostri bambini, perchè appunto così vorremmo eliminare le patologie che erano nate su questo, anche per evitare, e sono convinto che succederà, che non accada quello che è successo, ed è l'ultimissima roba che vi devo dire, con un fatto molto strano, l'ho seguito proprio io direttamente quando abbiamo fatto la Legge, la questione di come si contano gli insegnanti di sostegno. Ve la devo raccontare perchè si capisca un po' come funzionano le cose. Prima del 98 gli insegnanti di sostegno si contavano a piè di lista (? non so cosa vuole dire ndr.) , cioè, ogni 4 bambini handicappati scattava un posto. Quindi voleva dire che più erano le certificazioni più erano i posti di sostegno. A partire dall'anno 98, con la finanziaria abbiamo invece inserito un nuovo metodo di calcolo: 1 ogni 138 bambini della popolazione. Non vi dico come siamo arrivati a sto numero 1/138 perchè è una storia lunga da morire, ma voi capite che non era più a piè di lista. Se la provincia di Ravenna ha un milione di bambini vuol dire che avrà un certo numero di insegnanti di sostegno, se la provincia di Ravenna avrà 100.000 bambini avrà 10 volte di meno insegnanti di sostegno. Questo 138 è dato molto semplicemente dalla stima epidemiologica, che è una cifra inventata da uno statistico di Bologna che è il tecnico proprio dell'intero sistema sanitario della Regione Emilia-Romagna, su quella che viene chiamata l'epidemiologia media che esprime una regione. Questo ha determinato un fatto: ci sono state province che hanno aumentato gli insegnanti di sostegno, perchè prima ne avevano meno; province che hanno calato, perchè vuol dire che abusavano. Determinando ovviamente in qualche posto, posti che non sapevi dove mettere, in qualche posto tribi (?ndr.) e proteste di tutti i tipi. Era per dirvi come negli anni sono capitate delle stranezze. Ve ne racconto una perchè ci si capisca: la provincia d'Italia che ha il più alto numero di bambini certificati è Imperia, la provincia d'Italia che ha il più basso numero di bambini handicappati è Catania; probabilmente se io non vi avessi detto prima le due città, voi avreste pensato che Catania aveva il più alto numero di Handicappati, Imperia il più basso. Era in un qualche modo per ragionare con voi che dietro questa cosa ci sono un sacco di meccanismi strani che provocano questo... Allora questo del 138, possiamo anche cambiare numero e darne di più non è questo il punto, ma sapete qual è l'effetto che ha prodotto? Nel primo anno di applicazione di questa Legge ha diminuito del 10% le certificazioni. Cioè, diventava meno interessante da parte di tutto il sistema certificare, perchè che tu certificavi o no 138 era, mentre prima se tu certificavi ogni 4 scattava il posto. Questo non vuol dire che da qualche parte qualcuno imbroglia, non è tanto questo, è che molto spesso, nella vita, un meccanismo attaccato a un altro determina degli imprevisti, accadono cioè delle perversioni che neanche tu prevedevi. Era per dirvi come tutta la materia: di che cosa serve, della quantità, dei posti o altro, è molto delicato. Naturalmente dico questo sempre in situazioni dove viaggia sempre una persona dicendo: ma nel mio caso non è così. E' evidente. Quando il caso non è così le persone stanno zitte. E' ovvio cioè che quando si usano metodi di questo tipo si corre il rischio di avere dinamiche di scontentezza. Ripeto però, l'obiettivo non è quello di tagliare. Per capirci, la quantità di insegnanti di sostegno complessivi, che attraverso questo gruppo del 138 abbiamo in Italia, è aumentato di 3000, non diminuito. Mentre il numero complessivo di insegnanti italiani l'anno scorso è calato, era l'ultima trance di debito che avevamo da dare per il fatto che siamo entrati in Europa, gli insegnanti di sostegno non sono affatto diminuiti, ma cerchiamo di regolarli in una situazione che sia un attimo più equa. Io mi fermo, vorrei fumare una sigaretta e poi vi do tutte le domande che volete.
Prof.ssa di sostegno all'Alberghiero di Cervia
Mentre capisco molto bene il discorso della razionalizzazione
dei numeri 1/138, li si è fatto qualche cosa che è riuscito
a sistemare alcune sperequazioni in giro per l'Italia sul totale, mi rimane
sempre un dubbio sul fatto che un insegnante di sostegno ogni 4 bambini
sia poi un qualche cosa che effettivamente (non capisco ndr.) perchè
poi nella scuola superiore, in una scuola come la mia dove fanno 40 ore
settimanali, uno ogni 4 vuol dire un insegnante di sostegno per 4 ore e
1/2 su 40.
I.
Di più, col 138 è cambiato questo...
Prof.ssa
Ma se il rapporto rimane...
I.
Non è più quello.
Prof.ssa
Come non è più quello? Da noi è
quello...
I
No, aspetti aspetti. Vengono dati insegnanti di
sostegno, dopo fatto il calcolo 1/138 sul tot. La provincia di Ravenna,
faccio i conti tondi per capire, ha 13.800 alunni? Vuol dire 1.000 (100
ndr.) insegnanti di sostegno. Il modo in cui vengono distribuiti non è
nell'1 a 4. E' caso per caso, situazione per situazione... ecco, il punto
qual è? Secondo una valutazione di un posto che si chiama (GLIP
o GLIS non si capisce ndr.) Le sigle sono sempre micidiali. Cioè
di posti dove, valutando il caso, si decide: quello è molto grave
e te ne do di più, quello non è grave e te ne do di meno.
Spesso questi sono dei posti un po' complicati, capita di tutto, può
anche capitare che in una scuola se ne dia meno di quanto serva... ci sono
scuole sapete che riempiono di carte il Provveditorato, raccontando un
sacco di roba, scuole più sobrie che magari ne ricevono meno, no?
Però le devo dire che io sui professionali penso che si potrebbe
lavorare anche in un altro modo: il professionale più di ogni altro
settore dovrebbe a mio avviso, per le persone in situazione di handicap,
avere personale con contratto d'opera. Cioè più che l'insegnante
di sostegno in senso stretto, forme educative più flessibili, tenendo
conto cioè che in una scuola come la vostra... alberghiero vuol
dire fare il cameriere, devo preparare da mangiare no? Quindi noi potremmo
pensare di avere anche delle professionalità brevi, per alcune ore
al giorno, specificatamente dedicate rispetto (non sono sicuro che dica
rispetto ndr.) ad alcune patologie o professionalità più
specifiche che ci possano aiutare per un certo periodo in modo tale da
garantire un migliore inserimento che un insegnante di Lettere riciclato
a fare l'insegnante di sostegno, no, per dire. Per fare questo allora io
sono convinto che nei professionali, sto parlando di questo settore, la
cosa migliore sarebbe dare dei soldi, non persone, e che sia la scuola
ad individuare nel territorio, sto pensando cioè anche a forme educative
dei professionali nuove, persone e competenze più capaci di poter
affrontare determinati problemi. Alcuni settori particolari del professionale...
detto fra parentesi nei settori professionali ci sono i 2/3 degli handicappati
della scuola superiore, vedete, gli handicappati non vanno nei Licei Classici,
non perchè non sarebbero capaci di imparare Greco o Latino, ma perchè
i signori di classe ci sbattono fuori dalla scuola. Sapete che per antonomasia
il Liceo Classico è la scuola degli avvocati e dei notai, no? E'
una certa scuola di casta. Naturalmente gli Istituti Professionali che
hanno una maggiore tradizione popolare, chiamiamola così, sono quelli
che li accolgono meglio, ma un settore è diverso dall'altro. Ad
es., se posso parlare di un settore che conosco un po' di più dell'Alberghiero,
quello agrario, nel settore agrario ci sono alcune competenze non strettamente
istruzionali... intendo periti agrari, contadini, soggetti che lavorano
nel territorio, che possono, per cifre non spaventose, darci una grande
mano, molto di più che avere avuto un insegnante, ripeto, di Matematica
magari riciclato. E siccome il professionale è proprio il posto
splendido per noi, rispetto al discorso che facevo prima: se quello non
ti da un lavoro quale altro te lo da? Tanto vale provare a fare. Allora
per es. io ho seguito alcuni casi che mi piacciono molto di formazione
lavoro, dove vengono pagati dei camerieri che fanno da tutor al ragazzo
handicappato che viene inserito nella trattoria, vengono pagati. Con corsi
di formazione per questi, che hanno una grandissima efficacia. Vede, non
sto dicendo che questo risolverebbe il problema, ma sto pensando che in
questo settore che per noi è essenziale, perchè appunto è
uno dei veicoli per trovare lavoro, l'accordo tra associazioni economiche,
territorio, ente locale, U.S.L. e altro, diventando... adesso vi ho raccontato
il caso di Bologna per dire, ma ce ne sono in giro sia per la regione che
in altre parti d'Italia; ci potrebbe aiutare molto di più che una
semplice questione di numeri. Naturalmente però tenendo conto che
un Agrario è diverso da un Alberghiero per dire, no? E un certo
tecnico è diverso da un altro. Qua però c'è un problema
a monte: noi dobbiamo capire meglio come mandarveli, cioè dovremo
prima vedere se un ragazzino va meglio nell'alberghiero o nell'agrario
o... alcune volte abbiamo la percezione che tra la scuola media e la scuola
secondaria, è vero per tutti i ragazzi in genere ma sto parlando
degli handicappati in particolare, ma dovremmo curare molto meglio la continuità.
Infatti le parlavo di un progetto di vita prima, perchè l'idea nostra
è che attorno alla seconda media, potrebbe già cominciare
prima, ma le persone in situazione di handicap dovrebbero avere a mio avviso
un servizio speciale, chiamiamolo cosi, (che attivi?) aiuto orientativo
(ENGIM? ndr.) per fare in modo che l'ingresso sia il meglio possibile,
anche perchè inserirsi in una scuola non è semplice ed è
meglio non fallire con una persona in situazione di handicap. Difatti uno
dei problemi che abbiamo è che spesso non si fa la scelta giusta.
Io non so se nella vostra scuola avete almeno delle buone possibilità
di fare orientamento. o riuscite ad avere
prof.ssa
Si, l'orientamento viene fatto sia nelle scuole
medie qua nel territorio e soprattutto alla scuola superiore... (poi non
si capisce ndr.)
I.
Quanto basta?
Prof.ssa2
Il problema io lo vedrei però in un altro
senso. Mi sembra di cogliere una contraddizione, ma all'inizio del suo
ragionamento lei diceva che uno dei mali della nostra scuola è il
fatto che il ragazzino con handicap sia affidato all'insegnante di sostegno
e non sia invece considerato come uno dei ragazzini della classe, e che
quindi praticamente l'insegnante di sostegno si deve occupare solo di quel
ragazzino invece di occuparsi, come la legge prevede: la 104 e poi tutti
gli accordi di programma; anche del resto della classe. Però mi
pare che l'indirizzo che...
I.
No no, mi scusi, allora mi spiego meglio. Il contratto
d'opera per antonomasia è diverso
Prof.ssa2
Scusi. Sia l'idea di utilizzare lo studente tutor,
sia l'idea di affiancare al ragazzo con handicap il cameriere esperto o
il contadino esperto di quel settore, secondo me vanno ad incentivare la
direzione verso la quale vorremmo invece non andare, vale a dire quella
di ghettizzarlo, cioè di lasciarlo affidato ad una sola persona.
Diverso invece è un insegnante, perchè le competenze di un
insegnante, rispetto alle competenze di qualsiasi abilissimo cameriere
o contadino, probabilmente sotto il profilo didattico, come organizzazione
metodologica e anche come conoscenza di quali sono le strategie per insegnare,
(mi sembra dica esattamente ndr) magari a quel tipo di potenzialità
del ragazzo, alcune cose piuttosto che altre, è facile che sia diversa.
Soprattutto mi riferisco ovviamente all'insegnante specializzato.
I
Guardi che però io non parlavo: uno alternativo
all'altro; uno parallelo all'altro. E immaginate che in alcuni casi, ripeto
ancora, piuttosto che mandare un insegnante riciclato di Lettere che ha
perso il posto... no? Però le devo anche dire che nello specifico
di questo settore l'elemento manuale, operativo, motivazionale, può
essere molto utile. Tra parentesi non a caso voi stessi fate sempre dei
(?) e gran parte dell'esperienza professionale che un professore ha, se
è un professionale (?), viene fatto in azione. Io per es. mangio
sempre da Dio (come Giove con quattro salti in padella ndr.) quando gli
alberghieri, nei nostri convegni, ci preparano i pranzi e la cosa che mi
piace sempre pensare è che quando mangio una cosa molto buona fatta
da un alberghiero, per me è un buon piatto, per loro è un
compito in classe.
Prof.ssa
Anche se l'alberghiero magari non è solo
far da mangiare, ma... è un po' riduttivo pensare solo al far da
mangiare.
I.
Lo so bene, si figuri, ma era per dire come c'è
un rapporto con il lavoro. Ecco il punto. Se mi permette però non
lo insegnerei solo per gli handicappati. Io sono dell'opinione che nel
settore professionale dovremmo allargare i contratti d'opera non solamente
per i bambini handicappati. L'esempio banale che faccio sempre è
che i signori impegnati di ragioneria dell'istituto per ragioneria, potrebbe
essere un commercialista in servizio (magari baby pensionato come il mio
amico Franz che ce l'ha fatta ndr.) perchè almeno ha... che so,
i contratti d'affitto sa l'ultimo modulo con cui si fanno. Cioè
avere questa mescolanza. Parlo del suo settore eh, se parlo di una scuola
media o elementare è un po' differente.
Prof.3
Lei ha parlato dell'importanza dell'attività
pratica, io adesso parlo di una cosa personale, che poi sono quelle che
si conoscono meglio. Io sono di Ed. Fisica e ho fatto domanda di passaggio
alle superiori e sono rimasto sorpreso che in tutta la provincia di Forlì
e in tutta la provincia di Ravenna non è stato dato un solo posto
per l'area motoria alle superiori. La risposta che mi è stata data
in provveditorato è stata perchè le richieste vengono fatte
dai presidi e non ci sono richieste per l'area motoria.
I
I presidi preferiscono avere insegnanti di sostegno
di origine di lettere che...
prof.3
I presidi probabilmente seguono le indicazioni che
vengono dal gruppo di lavoro interno di istituto e ripeto che in tutta
la provincia di Forlì e Ravenna non e stato dato un solo posto per
l'area motoria.
I.
Strano.
prof.3
Molto strano.
I.
Mi allargo a un altro caso che non c'entra con l'handicap
ma che mi ha molto colpito. Le funzioni obiettivo. Parlo della scuola media
superiore. La funzione obiettivo 3, quella che assiste gli studenti, chi
lavora con gli studenti, allora, nel 97% dei casi è stata data dentro
alle scuole all'insegnante di Religione, di sostegno e di Ed. Fisica. A
me la cosa ha molto colpito in negativo. C'è una funzione obiettivo,
che nella scuola superiore può avere anche un certo ruolo; statuto
degli studenti, consultare gli studenti, il rapporto con loro ecc.; che
è stata prevalentemente presa dagli insegnanti di religione, di
sostegno e di Ed. Fisica. La percezione che ho avuto io è che in
un qualche modo la relazione con la persona viene più vista come
una roba da preti, come una roba da sfigati e come una roba da corpo. La
sto dicendo in negativo no? Parlo degli altri insegnanti no? L'insegnante
di lettere preferisce fare il POF che ragionare della relazioni con gli
studenti. Questo io lo considero, se devo dirlo personalmente, un grande
valore degli insegnanti di queste tre categorie. Molto spesso lo sapete
che l'insegnante di Ed. Fisica viene considerato nella scuola in un modo
secondario e tantissime ricerche invece ci dicono che è l'insegnante
con cui i ragazzi comunicano meglio. Probabilmente poi con la comunicazione
corporea aiuta no? E questo crea un paradosso su quello che mi racconta.
Probabilmente c'è anche un'altra questione allora: c'è stata
qualche cattedra che ha diminuito di posti e dovevano riciclare persone.
prof.3
Sicuramente, è chiaro che se le richieste
vengono dalle scuole è una cosa anche comprensibile, se all'interno
di un istituto dobbiamo sistemarci fra colleghi si fanno le richieste per...
è una cosa che umanamente capisco, però in due province non
è stato dato un solo posto per l'area motoria, mi sembra un po'
un'esagerazione.
Poi, sempre sulla questione dei 138, io ho capito
che 1/138 è un rapporto che viene dato per fare l'organico a livello
di provincia, poi il personale viene dato, anche qui, a seconda dell'influenza
del dirigente, del preside. Cioè, più il preside è
influente più...
I.
Lei è più brutale di me, il concetto
è quello. Io parlavo di tante carte, poche carte.
Prof.3
Allora come si fa a risolvere questo problema?
I.
Si si, questo è un problema che ci (non capisco
ndr.). Voi sapete che dal primo Settembre del 2000 i provveditori non ci
saranno più, mi auguro siate tutti contenti, perchè erano
un covo, senza volerlo, di iniquità. Dobbiamo inventare un nuovo
sistema che sia più equo. Io le posso dire quella che è una
delle ipotesi, però non so se (non capisco ndr). L'idea è
quella di dare un organico di sostegno fisso a prescindere che ci siano
handicappati o no, cioè di immaginare in un qualche modo che tu
hai comunque 3-4-5 colleghi, secondo com'è la grandezza della scuola,
comunque e eventualmente fai dei rabbocchi nel caso poi tu abbia delle
particolari situazioni, no? Perchè così tu disinnescheresti
la patologia del preside più forte, del preside più debole
e compagnia. Solo che non so se rende sul piano... Allora stiamo facendo
un altro lavoro, noi stiamo beccando tutte le vostre scuole, ormai l'informatica
ci permette di farlo, e abbiamo fatto l'epidemiologia degli ultimi 10 anni.
Cioè abbiamo visto: ogni circolo didattico, ogni scuola media, ogni...
, anche se è difficile perchè le scuole in questi anni sono
tanto cambiate, quanti handicappati medi hanno avuto e quanti insegnanti
di sostegno hanno avuto. Cerchiamo di fare delle prove per vedere se questo
modello che le ho detto funziona, e funziona discretamente. Cioè,
potremmo anche arrivare ad immaginare che in una scuola che ha 1000 alunni
- 100 insegnanti, ci siano 12 insegnanti di sostegno. Dodici insegnanti
in più, non chiamiamoli neanche di sostegno, 12 insegnanti in più,
11, quello che è è, no? Standard. Dopo di che sei tu, scuola,
che decidi, secondo il tuo progetto, il tipo di competenza o il tipo di
cosa che ti può servire. Tra parentesi questo potrebbe determinare
anche un po' di stabilità in più degli insegnanti di sostegno.
Però prima di applicare una norma del genere bisogna stare molto
attenti che non crei un sacco di guai più... ecco. Però le
posso dire: le ipotesi di questi giorni sono queste.
Prof.ssa4
(Non si capisce ndr.) ... quelli che arrivano nel
corso dell'anno scolastico, possono essere più o meno accolti dalla
scuola, quindi chi ha un organico... ad esempio nella zona del mare capita
di più che arrivino durante l'anno scolastico. ( non riesco a capire,
ma credo il discorso sia riferito all'arrivo di circensi, giostrai, nomadi
ecc. ndr.).
I.
Ci sono i pro e i contro di questo. Ci sono più
pro che contro, però è una delle ipotesi che stiamo studiando.
Prof.ssa.
Se passasse questa cosa probabilmente si risolverebbe
anche il problema delle aree.
I.
Senza dubbio, certo. Questo non è un problema
solo della scuola superiore, riguarda tutte le scuole. Ti viene dato X
posti, sulla base di quello arrangiatevi.
Prof.3
Sempre nella prospettiva di come verrà strutturata
la nuova scuola in un recente incontro con L'ispettore Cerini è
emerso che ci sarebbe il progetto di fare una quota orario per le varie
materie imposta diciamo dall'alto, a livello nazionale dal ministero, e
una quota orario restante da decidere all'interno dell'istituto. Per cui
diciamo, in vista di...
I.
Lei sta parlando di un'altra cosa ancora. Se vi
interessa ne parlo.
Prof.3
Cioè, riguarda anche l'organico di sostegno?
I.
No no, riguarda (mi sembra dica le discipline ndr.).
Viene chiamata in un altro modo. Si chiama curricolo
locale e curricolo nazionale. Provo a dirlo così. Adesso voi avete
un programma che dovete fare così com'è. Ovviamente non riguarda
la materna questo. Avete delle discipline decise tutte a Roma. Nel modello
dell'autonomia avrete circa l'80%, l'anno prossimo è il 15 (probabilmente
si riferisce alla quota che spetta in gestione alle scuole. ndr.) perchè
non abbiamo ancora completato la cosa, potrà essere 80, 70, così
via, uguale per tutta Italia... faccio un esempio stupido così mi
capite, Matematica: sia una scuola a Sondrio che una di Ragusa, hanno un
monte ore per Matematica (forse dice imposto ndr.). Naturalmente non è
detto che il curricolo nazionale lo facciamo secondo le discipline, potremmo
anche farlo secondo modelli curricolari un po' più complessi, ma
è tanto per capirci. Invece un 10-15-20-30-%, di curricolo, però
obbligatorio per gli alunni, viene deciso scuola per scuola. Vuol dire
sostanzialmente che una scuola materna potrebbe fare anche Inglese, senza
chiedere il permesso, che in un istituto superiore si potranno fare discipline
diverse, che in una scuola media si potrà fare una seconda lingua
senza chiedere il permesso a qualcuno o fare altre attività. Naturalmente
questa roba qui che problema ha? Adesso gli insegnanti arrivano in una
scuola secondo la loro carriera impiegatizia. Cioè voi arrivate
in una scuola o in un'altra se avete figli, se siete vecchi, se vi avvicinate
al marito ecc., cioè il modo per cui voi andate da una scuola all'altra
non è legato al vostro mestiere, è legato alla vecchiaia
o ad altre caratteristiche. Invece è evidente che il curricolo locale,
così viene chiamato... vi ripeto che è obbligatorio non è
che è opzionale, se sono 100 le ore, 80 verranno coperte secondo
i programmi, chiamiamoli così, nazionali, l'altro 20 secondo il
programma che decide la scuola. Questo è il bello dell'autonomia,
anche, vuole dire che ogni scuola può fare cose diverse. E' evidente
che questo 20%, secondo le discipline che scegliete o le attività,
determina la mobilità del personale. Vuol dire per esempio, l'esempio
che faccio è apposta non collegato a discipline che sono presenti,
che se volete fare chitarra in una scuola, ripeto, non sto pensando alle
discipline presenti, lo faccio apposta perchè nessuno pensi che
vogliamo tagliare una disciplina..., non può venire un insegnante
di violino anche se ha più punti. Cambierà per forza la mobilità.
Vuol dire cioè che il POF della scuola, quello che la scuola decide,
determina anche il tipo di persona che vi viene (mi sembra dica: impiegata.
ndr) e d'altra parte lo trovo giusto. Guardate che in tantissime scuole,
lo sapete bene, succede che un bel progetto va avanti finche c'è
la Maria, se la Maria si trasferisce muore il progetto. Non è mica
possibile che l'educazione sia in mano ai punteggi per avvicinarsi al marito.
Per quanto siano importanti i mariti, in una professione meriterebbe che
ci fossero anche altre questioni che riguardano la mobilità; e questo
scatenerà molto... Se le devo dire, non dico per tranquillizzare,
ma per pensare cosa secondo me capiterà del curricolo locale, l'impressione
che abbiamo, vedendo anche che cosa le scuole stanno sperimentando, è
che sarà in forte aumento la richiesta di espressività. Cioè
stiamo vedendo che tantissima scuole: elementari, medie e secondarie; le
discipline che fanno, diciamo che il curricolo quello ufficiale non fa,
non sono robe terrificanti nel senso che: io insegno tu stai zitto ascolti.
Possono essere le attività le più strane, certe volte hanno
anche dei nomi, possono essere: teatro, produrre un giornale... cioè
sono più legate al fare che all'ascoltare, no? Ed è secondo
me una grande lezione che ci da a noi sul fatto che in effetti i programmi
ministeriali che abbiamo hanno troppo un'idea (mi sembra dica: mentalista.
ndr) di stare li seduti sul banchetto, e dovremmo averli invece decisamente
più flessibili. Io prevedo infatti che molte scuole adotteranno,
nel curricolo locale, più attività di tipo... sull'espressività
o altro, oltre naturalmente all'Inglese e all'informatica che vanno talmente
di moda che probabilmente va a finire che le metteremo nel curricolo nazionale.
Tenete conto che c'è un impegno della comunità europea per
fare in modo che dalla prima elementare, secondo me anche dalla materna,
l'informatica diventi obbligatoria, in questo senso che dicevo di curricolo
nazionale. Va talmente di moda che...
Prof.3
Forse non ho capito bene io. Non c'è il pericolo
che un collegio docenti possa dire: va beh, togliamo l'insegnante di sostegno
tanto...; per fare poi altre attività, per tirare dentro un altro
insegnante?
I.
No, aspetti. Gli insegnanti di sostegno sono fuori
dal curricolo locale, non c'entra niente. Anche nel modo in cui l'ho detto
per capirci. Se io ho 100 insegnanti ne do 12, l'esempio che facevo prima,
non è che ne ho 88+12. Cioè, una cosa è gli insegnanti
per i curricoli, altra cosa gli insegnanti per l'integrazione, ecco. Se
no il rischio che si corre è non solo che si mandano via gli insegnanti
di sostegno, ma che ci siano alcune scuole che credono di avere più
clientela se mandano via gli sfigati del mondo. Guardate che ci sono alcune
scuole medie di questa provincia che ci dicono di essere buone perchè
bocciano e che dicono: venite da noi perchè noi siamo severi. Per
dirvi come certe patologie italiane sono vergognose. Certamente è
chiaro che noi dovremmo fare in modo che l'integrazione avvenga dappertutto.
Io mi sto battendo perchè i ragazzi handicappati imparino il Greco,
ed è una bella provocazione perchè io ho un antico odio nei
confronti del Liceo Classico. Non per le discipline come sono fatte, ma
per le persone che lo frequentano. Se c'è qualcuno dentro qui che...
chiedo scusa. Nel senso che è la scuola dei ceti sociali che hanno
soldi e che credono che facendo Greco dovranno governare per forza loro.
C'è un'antica brutta tradizione italiana. Io invece penso che Greco
e Latino un pochetto potrebbero farlo tutti, conoscere la cultura classica
tutti. Non è difficile Latino e Greco, si insegna male, questo si.
Scusate, ne sto parlando troppo male.
Prima fumando la sigaretta lui ha tirato fuori una
questione che a me interessava di più, adesso non vuole parlarne
in pubblico, la tiro fuori io. Lui fa l'educatore. Come sempre questo mestiere
è un ibrido, non sei ne carne ne pesce. Questo è un vantaggio
ma anche una scalogna ovviamente, no? Perchè in qualche modo gioca
a cavallo di tanti enti. Io dicevo a lui prima, ma voglio dirvelo a tutti
perchè è una cosa molto interessante che capiterà
nei prossimi anni, non fra 30 è... C'è una previsione della
comunità europea, per la quale nei prossimi 10 anni aumenteranno
di centinaia di migliaia, non di unità, i bisogni europei di professioni
educative. Non di insegnanti, attenzione. L'esempio che vi faccio è
emblematico: io ho avuto in affidamento un progetto, non so ancora come
venirne fuori, glielo raccontavo prima, lo racconto adesso a voi, per inventare
dei corsi di Internet per le casalinghe. C'è un grande problema
in tutt'Europa, in Italia in particolare, sul fatto che le donne non sanno
usare il computer, ma ne hanno soprattutto una specie di difficoltà,
e tenete conto che oggi se voi volete fare... che so, andare a lavorare
da Mc Donalds, una delle competenze minime che Mc Donalds chiede, poichè
tutto è digitale, è di saper muoversi... Allora, c'è
una campagna con una baracca di miliardi da investire per formare donne
dai 35 anni in su all'informatica, partendo dal livello zero: come si accende
il computer; al livello mille: fare (non capisco ndr) e robe varie. Questa
si chiama formazione degli adulti, allora c'è da studiare chi potrebbe
insegnarglielo. Allora, per dirvi dello specifico del caso che vi racconto,
questo tipo di formazione che dovrebbe durare per alcuni moduli 80 ore,
quindi non pochissimo ma neanche tantissimo, fino a 200, dovrebbero prevedere
degli insegnanti. Allora, da un minimo di analisi fatta, abbiamo subito
eliminato chi non potrà mai insegnare a queste persone. Non potranno
mai insegnare a queste persone insegnanti maschi di informatica delle superiori,
perchè sono le persone esatte perchè queste prendano paura,
non si avvicinino. Allora abbiamo individuato un profilo professionale,
per ora, prevalentemente di una donna, che prevalentemente sia semi analfabeta
di informatica, diciamo così, la persona ideale è la maestra
elementare. Allora c'è un investimento della Comunità Europea
e quindi un eventuale profilo professionale, ma guardate che è paradossale
quello che vi sto dicendo, un profilo professionale apparentemente basso,
ma didatticamente molto sottile: come si fa a fare in modo che in Italia
aumentino le donne dai 35 ai 50 anni che sappiano usare l'informatica?
Stiamo cercando circa 7-8000 maestre elementari (forse dice: disposte ndr.)
o a cambiar lavoro o a fare questo. Adesso incomincia il sistema post secondario
dall'anno prossimo, cioè l'educazione degli adulti può farlo
fuori della scuola come lavoro straordinario a insegnare a colleghe donne,
chiamiamole così, a usare Word a imparare Internet ecc. Per dirvi
che sta nascendo un, chiamiamolo mercato, estremamente flessibile. Un altro
esempio che facevo con lui, ma tanto per capirci, è la ginnastica.
Oggi gli adulti che fanno ginnastica chi è che gliela fa? Prevalentemente
insegnanti di Ed. Fisica che fanno anche quello. Però in realtà
è una metodologia imparaticcia. Insegnare Ed. Fisica ad un ragazzo
di 14 anni e fare attività motoria a un adulto di 40, non è
la stessa roba, farlo a un anziano di 65 che è pieno di (Non capisco
ndr) è un'altra ancora. Ebbene, stanno diventando, queste robe qua,
tutti segmenti di competenza professionale elettiva. In alcuni casi, in
alcuni paesi europei, diventano anche certificazioni professionali. In
Germania ad es. non tutti possono fare attività motoria, attività
motoria normale eh, ad anziani; e gli istruttori di nuoto in Germania non
hanno una competenza per farlo dai neonati fino ai vecchi, sono divisi
per settori. In Germania ancora, i tedeschi com'è noto sono crucchi,
anche i maestri di sci sono divisi tra... per dire come c'è un futuro,
e questo è l'argomento della differenza che parlavo prima, c'è
un segmento che aumenterà a dismisura nei prossimi anni, che è
quello della conoscenza. D'altra parte quasi più nessuno di noi
lavora con le mani, o viene fatto dalle macchine o viene fatto dagli extra
comunitari, mentre aumenta sempre di più il bisogno di sapere, il
bisogno di essere informati, il bisogno di usare macchine o tecnologie
digitali e non più analogiche. Questo ci spalancherà nei
prossimi anni una fame di posti e di competenze che non abbiamo. Lo dico
anche per quegli insegnanti che hanno paura che le riforme portino via
posti. Il problema è che non abbiamo, è vero, almeno se cominciamo
a trattare certi argomenti poi, non abbiamo ancora maturato fino in fondo
che tipo di competenze, perchè abbiamo anche paura di non saperli
trovare. Forse meriterà anche che vi dica che per es. l'Italia ha
pochissimi ingegneri, ne dobbiamo importare dall'India, però abbiamo
l'ira di Dio di laureati in filosofia che non sappiamo dove metterli, in
genere vanno a finire a far politica. Se qualcuno a voglia di cambiar lavoro
ce n'è tantissimo. Se qualcuno è interessato a questa cosa
che ho detto delle donne-informatica me lo dica.
Lei fa la maestra?
Prof.ssa
Faccio l'insegnante alle medie inferiori.
I
Insegna Matematica?
Prof.ssa
No
I.
Ah perfetto, allora si. Vedete come ragioniamo?
Si fa così. Uno più è rigido, più è
strutturato e meno potrebbe essere la persona giusta. Se lei è un'insegnante
di lettere che sta pasticciando con un computer, potrebbe essere una persona
ideale.
Prof.ssa2?
C'è proprio la convinzione che un insegnante
specializzato nella didattica di una materia non sarebbe...
I.
Sto parlando di donna da 35 a 50 anni. L'esperienza
europea finora fatta e in alcuni casi in Italia ha dimostrato che l'insegnante
maschio di informatica degli istituti tecnici, è la persona meno
indicata. Naturalmente a livello macro della ricerca, qualcuno sarà
anche bravo e gentile. Cioè non è più vero che sapere
una disciplina basta...
Prof.ssa
Io sono convinta che i nostri insegnanti non sappiano
solo la disciplina, ma che abbiano anche delle competenze didattiche...
I.
Ma non tali da insegnare a cani e porci. Infatti
guardi, anche a me... la cosa che le ho raccontato, la racconto apposta
perchè ha sorpreso anche me. Quando abbiamo fatto la prima riunione
europea su questo, io non ne sapevo nulla e non capivo perchè chiamavano
me che provengo dalle elementari e l'ho capito proprio da questo, perchè
i primi pezzi di lavori che avevano fatto... (vi sto parlando di un progetto
che ha mi pare 5.000 miliardi da spendere) di formazione delle donne all'informatica
e ho capito appunto che il tipo di competenza di cui avevano bisogno, è
di persone che nelle loro storie accademiche ecc. ne avessero meno possibile,
che avessero imparato anche loro col sudore e che erano più facili
loro a trasmettere a delle donne di pari età, perchè attenzione,
l'educazione degli adulti non è uguale, educare dei ragazzi che
un insegnante troppo strutturato. Ha sorpreso molto anche me questo, però
mi ha dato l'idea di qual è il modo ormai in Europa che si ha di
ragionare sulla nostra competenza, che non è quella generica ormai,
è quella molto fine. Siccome quello che mi importa è l'obiettivo,
non è la cattedra, è che ste donne sappiano fare; non sono
stato a guardare alla laurea. Voi sapete che in Italia noi ragioniamo ancora
all'incontrario: vale di più la laurea del diploma. Questo esempio
è esattamente l'opposto.
L'altro esempio che vi posso fare, ma questo è
molto più complesso, è come si insegna l'alfabetizzazione
in America Latina. In America Latina per farlo bene il modo migliore non
è di mandare maestri, è di fare l'educazione il modello alla
Frery, grande pedagogista brasiliano, che è quella di insegnare
ad alcuni analfabeti di imparare a leggere e scrivere e quelli stessi che
insegnino ai loro paesani. E quindi il modello è quello dei maestri
con le ciabatte, vengono chiamati così, cioè che restano
3-4 mesi in un paese, insegnano a 4-5, in genere quelli che hanno più
voglia, questi 4-5 insegnano agli altri, i maestri ritornano dopo un anno.
Questo modello ad es., usato molto bene in Nicaragua, quando c'era la guerra
ecc. mano a mano che questi insegnanti andavano via, in genere erano preti,
arrivavano le armate non so chi, e ammazzavano questi contadini che avevano
imparato a leggere e a scrivere, perchè ovviamente l'alfabeto era
un elemento di liberazione.
Ci sono delle modalità oggi di pensare all'insegnamento
che vanno molto al di la dell'idea di specializzazione nel senso tradizionale
della parola. L'educazione è un bel territorio, sta crescendo in
un modo...
... ce n'è un altro interessato all'handicap
che io amo molto e che è "L'enfant sauvage" di Francois Truffaut.
Lo trovate anche nelle edicole. "L'enfant sauvage" è la storia di
un bambino selvaggio trovato nelle foreste francesi ai tempi della rivoluzione
francese. Un bambino che era vissuto fino ai 6-7 anni come un lupo e che
viene preso in casa da un medico, chiamiamolo così, che è
il più grande, io lo considero uno dei più grandi pedagogisti
della storia... è della fine del 1700, primi del 1800, e il film
racconta la storia di questa educazione. Di un bambino che voi dovete immaginare
come una bestia e che piano piano lui lo educa.
E' Venerdì sera, credo che tutti abbiano diritto al week-end, buona notte.
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