"Dedalo: le avventure dell’integrazione scolastica"

"Gli indicatori di qualità nel processo di integrazione"

Relatore: ALESSANDRA STELLA TARANTELLI - referente dell'OPPI di Milano


Inserire --> introdurre una cosa dentro un’altra/ includere in un insieme già completo

Integrare --> rendere completo inserendo ciò che manca

Socializzare --> processo sociologico e psicologico tramite il quale l’uomo diventa membro di una società

L’integrazione scolastica è una esperienza che da molti anni tutti viviamo …perché siamo all’interno di una storia

Abbiamo dato vita a molti personaggi, inventato trame, scenari, luci, costumi.

All’interno, al margine o al di fuori di regole.

Una storia che è anche nostra per i ruoli che ricopriamo nel mondo e per come abbiamo scritto e recitato i dialoghi, le battute …operatori, cittadini, genitori, ragazzi disabili, alunni … attori e spettatori a seconda dei momenti , dei sentimenti, delle idee, del contesto, dell’energia che siamo stati disposti a spendere ..e…

E a seconda della responsabilità che, come persone, ci siamo assunta.

Una storia ricca di colpi di scena, di disastri, di successi incredibili, di rigore morale e di professionalità … ricca di frustrazioni e di pudore, di povertà umana ed intellettuale, di solitudine.

Una storia sacra di storie, tramandata oralmente e solo da pochi che sapevano parlare e dai pochi che sapevano ascoltare

Oggi, nel 2000, quale significato ha assunto la parola "integrazione"?
 
 
 
Integrare significa crescere insieme

 

Crescita personale e sociale nella scoperta comune di modi più evoluti di vivere, nell’invenzione di più efficaci forme di relazione e di comunicazione, nella complementarietà dei contributi di ognuno alla ricerca ed alla attività da svolgere insieme.
 
 
 
L’integrazione è un processo

 

Quindi non è una dichiarazione o una intenzione ma una progettualità che organizza le situazioni, modula la relazione, fornisce stimoli, provoca comportamenti, sollecita giochi ed invenzioni.

Il nostro fare è determinato dal nostro modo di pensare e quindi è necessario riflettere sulle nostre idee e sulla nostra visione del mondo per
 
 
 
Capire cosa l’integrazione è per noi

Il processo di integrazione impegna la scuola a 
 
 
 
Fare cultura

Riconoscendo la cultura negli altri e ritrovando la propria anche come appartenenza, nella vita quotidiana, definendosi nel confronto.

L’integrazione rompe lo schema del rapporto insegnamento/apprendimento
 
 
 
Sul piano del potere, dell’autorità, delle regole …

Perché tutti hanno cose da imparare e cose da insegnare, perché, pur nella differenziazione dei ruoli, le responsabilità sono reciproche, preché la valutazione si arricchisce della autovalutazione, …e …
 
 
 
Sul piano pedagogico e della ricerca di senso

Le strategie, la didattica, i comportamenti sono definiti dal contratto formativo, dal lavoro di gruppo, dalla ricerca di soluzione ai problemi
 
Sul piano della relazione di apprendimento e della relazione sociale

Si aprono forme nuove, si intrecciano legami, si coopera in continua ricerca di coerenza tra pensiero ed azione, si riflette sul fare e si apprende dall’esperienza, si osa rischiare nella consapevolezza di appartenere ad un gruppo che collabora.

Perché tutto si muova creativamente ma non caoticamente, con flessibilità ma senza improvvisazione, bisogna far crescere un contesto che comprenda e tolleri che non si parte mai "già integrati"
 
 
 
Ogni storia di integrazione è nuova ed originale

Le condizioni per integrare richiedono una cultura organizzativa dove:
 
  • Gli adulti si integrano come persone e come docenti
  • Sono chiari ed assunti i ruoli e le responsabilità
  • Si lascia spazio ad un pensiero assertivo e creativo
  • Non si banalizzano i problemi
  • La curiosità è stimolo per la domanda e la risposta
  • Le persone sono considerate come risorse per quello che sono
  • Il conflitto cognitivo esprime la passione verso la mission e la capacità di mettere in discussione il proprio sapere
  • L’ironia verso se stessi ed il mondo permette di riconoscere gli stereotipi che ci circondano e di gestirli
  • Vi è la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie potenzialità
  • Si cura la qualità delle piccole cose
  • Si tende, senza pudore, all’eccellenza

 

… nel 2000 … ancora sul sostegno

Il docente chiamato "di sostegno" nel rispetto formale di una non proprio antica ma trascurata normativa può essere tutto …, e quindi nulla, …. a volte meno di nulla

Fare il docente di sostegno appare il lavoro ideale per persone ad alta specializzazione esistenziale verso il masochismo raffinato.

Occorre ribadire che:

il sostegno non è per l’alunno disabile

il sostegno non è per la classe (forma evoluta della prima situazione)

il sostegno è un docente assegnato ad una classe come risorsa aggiuntiva per la presenza nel gruppo degli alunni di "problemi pedagogici e didattici" particolarmente impegnativi.

Pensiamo allora ad una classe con il suo gruppo di docenti "tradizionali" e con una risorsa in più per un certo numero di ore.

Se questa è la linea assunta allora si può dire che:

  • Il gruppo dei docenti è consapevole che l’integrazione è un processo che si avvia se tutti i soggetti sono disponibili a pensarsi all’interno di un sistema integrato.
  • I docenti definiscono un orientamento di massima per la gestione del gruppo classe.
  • Ci si muove nella logica del contratto formativo e del gruppo cooperativo.
  • I docenti individuano/inventano collegamenti tra i singoli progetti di materia e il progetto individualizzato
  • Il sostegno porta la propria competenza osservativa ed un punto di vista specifico
  • Utilizza le proprie competenze per definire significati e strategie, proporre modi di fare le cose in funzione dell’integrazione della classe 
  • Ogni attività deve essere strutturata come progetto contribuendo a costruire nell’organizzazione la cultura del lavorare per progetti.
  • Il gruppo evita di cadere nell’improvvisazione come stile di lavoro
  • Il gruppo è attento ai bisogni della classe e dei ragazzi con problemi che la frequentano in modo da modulare tempi e luoghi significativi per i diversi bisogni.
  • Il sostegno non si isola dai colleghi, i colleghi non delegano tutto al sostegno …
  • Non si improvvisano momenti di lavoro in comune su disponibilità personale di qualche docente.
  • Si dubita che l’integrazione avviene solo perché lui "sta sempre in classe"
  • La qualità del lavoro del gruppo è riconosciuta, dai docenti stessi, come la loro capacità di fare una lezione, un lavoro … dove tutti gli alunni comprendono qualcosa, sentono di aver dato qualcosa, trovano una loro collocazione e appartenenza nel gruppo …
  • I docenti osano pensare, quando è utile e necessario ad uno scambio di ruoli …

  • In tempi funzionali il gruppo costruisce il Profilo Dinamico Funzionale e il P.E.I. utilizzandolo come indispensabile strumento di lavoro e di monitoraggio.

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