Lettera inviata e pubblicata dal quotidiano "Il Resto del Resto del Carlino"

Ferrara, 5 gennaio 2000

Oggetto: replica lettera pubblicata in data 21 dicembre 1999 inerente il corso intensivo di specializzazione istituito dal Provveditorato agli Studi di Ferrara.


Relativamente alle dichiarazioni rilasciate a questo Quotidiano il 21.12.1999 dai prof.ri B. e M. a favore del c.d. "corso intensivo di specializzazione all’insegnamento di sostegno", l’APIS Ferrara nega d’essere animata da manie di grandezza. Al contrario, il netto dissenso verso questo corso intensivo nasce proprio dalla consapevolezza che gli stessi corsi formativi regolari offrono al docente di sostegno una preparazione di base appena sufficiente per esercitare il proprio ruolo. Inoltre poi, il riservare tale corso ai soli insegnanti di ruolo in esubero non è che la riaffermazione di una classificazione di insegnanti che nulla – ripetiamo, nulla – ha a che vedere con i bisogni del Pubblico. Che ha bisogni reali e dunque richiede competenze reali, a prescindere dallo status che il docente possa vantare nei confronti del Tesoro. Ancora. M. e B. dicono di non stare a giustificare le motivazioni che hanno indotto il Ministero ad istituire tali corsi. Ma il motivo dell’istituzione e dell’attivazione dei "corsi intensivi" non è dato saperlo a nessuno. Essi infatti sono stati previsti (ma non voluti, attenzione) da un mezzo 75° comma (su complessivi 267) di un art. 1 di una finanziaria di quattro anni fa mentre ora lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione e il MURST propongono importanti e sostanziali cambiamenti per la formazione dei docenti di sostegno quali: la riapertura dei corsi biennali di specializzazione; l’organizzazione dei nuovi corsi di laurea in scienze della formazione primaria e delle scuole post-laurea per quanti aspirano all’insegnamento nelle scuole secondarie.

Ricordiamo che i c.d. corsi intensivi sono stati previsti (ma non voluti) da un decreto ministeriale mai pubblicato. Come mai pubblicato è stato il relativo programma nazionale dei corsi medesimi. Dunque nessuno ha mai avuto l’effettiva possibilità di sapere – pur avendone il diritto – se dietro l’eventuale volontà di attivare uno di questi corsi vi fosse una decisione appropriata agli interessi del Pubblico e del Personale scolastico. Anche in esubero.

Studio Legale Avv. Ettore Casanova


 



Home | FADISnet | FADIS |