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Poche sono le immagini di
Lucrezia. Unici documenti certi, tutti esposti, sono le due medaglie
fuse per lei a Ferrara e la targa in argento, eseguita da Giannantonio
Leli nel 1512, nella quale la duchessa è effigiata mentre rende
omaggio a San Maurelio per aver protetto Ferrara e la dinastia estense.
E' un documento di vita vissuta questa targa, ma è anche testimonianza
di un altro aspetto della sua personalità: una spiritualità che
cresce con il trascorrere degli anni. Un segno di quella spiritualità
è anche l'immagine della Beata Beatrice II d'Este, fondatrice del
Monastero di Sant'Antonio in Polesine, che Bartolomeo Veneto avrebbe
raffigurato con le fattezze di Lucrezia Borgia per la quale lavorava.
Una copia settecentesca di quel dipinto si conserva in Sant'Antonio
in Polesine e testimonierebbe la provenienza dell'originale da quel
luogo. Un altro documento di tale spiritualità è la tavola di Dosso
Dossi della National Gallery di Washington che raffigura Santa Lucrezia
di Mérida, voluta da Lucrezia come opera di devozione privata. Una
devozione che le consente di affrontare con serenità la morte, il
24 giugno 1519, come dimostra la lettera da lei inviata a papa Leone
X due giorni prima di morire.
L'immagine di una Lucrezia responsabile dei più orrendi misfatti
fu sancita da Victor Hugo, nel suo dramma Lucrèce Borgia del 1833,
e da Felice Romani, che, nello stesso anno, trasse dal testo di
Hugo il suo libretto per il melodramma Lucrezia Borgia, musicato
da Gaetano Donizetti. E' soprattutto di Maria Bellonci il merito
di averci restituito di Lucrezia un'immagine più equilibrata e storicamente
attendibile.
A ideare l'allestimento, di straordinaria suggestione e componente
essenziale della mostra, è stato un maestro come Pier Luigi Pizzi.
Un altro maestro, il regista Florestano Vancini, ha fatto rivivere
Lucrezia in un cortometraggio, anch'esso parte fondamentale della
rassegna, ispirato a Lucrezia Borgia. Una intervista impossibile
di Maria Bellonci, un testo di straordinaria intensità della principale
studiosa di Lucrezia, alla quale la rassegna rende omaggio nel centenario
della nascita.
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