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Le prime testimonianze archeologiche di questa popolazione provenivano dai "MONTICOLI" di cui è costellato il territorio del subcontinente americano. Si trattava di strutture a tumulo artificiali che restituivano tessuti , ossa umane, vasellame e altri materiali di scavo. Tali tumuli conservarono pressoché intatti numerosi materiali e riportarono alla luce una civiltà sino ad allora sconosciuta Queste numerose testimoniane , a lungo nel corso della storia degli studi discusse, riportarono il volto di una civiltà agricolo-sedentaria , devota alle proprie divinità e poco inclini alla parvenza di fraternità offerta dai bianchi, insomma una popolazione autoctona interprete di un grande processo evolutivo rispetto ad altri gruppi presenti. Tale popolazione si concentrò in un'area geografica identificata con il Sudovest degli Stati Uniti , della cui storia gli Anasazi furono inconsapevoli protagonisti. La loro storia è saldamente legata all'occupazione del territorio americano da parte di quei gruppi di cacciatori-raccoglitori provenienti dall'Asia, che attraversando lo stretto di Bering, iniziarono a disperdersi nel subcontinente settentrionale in un'epoca che potrebbe rimontare oltre i 30.000 anni fa. Il modello di vita di tale popolazione era quello nomade, incentrato sullo sfruttamento illimitato degli ecosistemi presenti, che il ritiro progressivo dei ghiacci lasciava liberi. Dei gruppi di cacciatori raccoglitori della prima fase della preistoria americana abbiamo tracce significative per quanto scarse: ATLATL propulsore americano, punte di freccia, ripari sotto la roccia con funzione abitativa e difesa. Nel periodo Arcaico poi si assiste al passaggio da nomadismo alla formazione di villaggi stabili e quindi alla formazione delle diverse etnie: questo fenomeno interessò in particolare la zona del New Mexico e dell'Arizona, zona vasta ed arida contrassegnata da rilievi accidentati. A queste particolari condizioni geografiche il popolo degli Anasazi dovette adattarsi creando particolari tipi di abitazioni sotterranee, scavate nel terreno conosciuta con il nome di "Pithouse". Queste abitazioni avevano un diametro di circa due metri, dotate di muri in legno con un focolare al centro. Oltre a questa tipologia di abitazioni gli Anasazi progettarono piccoli depositi per l'immagazzinamento delle detratte alimentari e edifici adibiti al culto, I villaggi potevano contenere dalle 50 alle 100 unità abitative. La crescente importanza dell'agricoltura all'interno di tali appartati sociali è confermata dalle innovazioni dell'equipaggiamento tecnico che via via si evolve seguendo i progressi umani. Cominciano a comparire oggetti d'uso comune quali macine, macinelli. Nel periodo cosiddetto Pueblo Classico crebbero numerosi insediamenti Anasazi d'impronta prettamente agricola. Le prime cronache spagnole ci parlano del popolo anasazi come di un popolo laborioso dedito all'agricoltura , stanziato in piccoli villaggi autonomi, gestite da un anziano o da confraternite religiose. I contatti tra Europei e Nativi americani si configurarono da subito come un conflitto tanto che numerosi villaggi anasazi scomparvero, vennero abbandonati . Così una popolazione fiera come quella Anasazi scomparve lasciando a loro immagine abitazioni , oggetti d'uso comune: il volto di una società delle origini complessa ed affascinante |