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L'ULTIMO VIAGGIO DI CLEOPATRA

ALLA SCOPERTA DEGLI ABISSI DI ALESSANDRIA D'EGITTO

L'archeologia rappresenta ancor oggi una delle scommesse più appassionanti per l'uomo: oggi, dopo anni di ricerca, l'archeologo Franck Goddio ha vinto la sua scommessa.
Negli ultimi cinque anni Franck Goddio aveva impegnato la sua squadra nella speranza di ritrovare nelle acque di Alessandria i resti dell'isola di ANTIRRHODOS, dove sorgeva il maestoso palazzo della regina Cleopatra.
L'isola si trovava nella baia di fronte all'antica città ed era ricca di edifici, templi e palazzi. Era il simbolo della maestosità di una regina, che voleva lasciare di sè qualcosa di eterno. L'isola fu inghiottita dal mare nel IV d. C insieme a gran parte del porto di Alessandria.
Da quel momento il mare è stato il custode di tesori di valore inestimabile e di una storia segnata dalla grande figura di Cleopatra.
Goddio, affascinato dalla storia di Alessandria e della sua regina, ha cominciato a scandagliare con il valido supporto della sua èquipe i fondali di Alessandria.
E' stata una ricerca difficile, segnata da una ricerca condotta con pazienza e con l'ausilio di sofisticate attrezzature per indagare i fondali.
Nel 1996 Goddio oltre ad avvalersi di apparecchi elettronici decise di avviare degli scavi per la ricerca manuale dei resti.
Furono noleggiate per l'occasione due imbarcazioni: il catamarano per la rilevazione sottomarina e un cabinato egizio per ospitare i sommozzatori. I risultati di questa massacrante spedizione sottomarina furono davvero molto interessanti. Goddio scoprì i frangiflutti di numerosi porti, e i contorni dell'isola di Antirrhodos. Oltre ai resti architettonici l'archeologo rinvenne anche i resti del palazzo di Cleopatra.
Si trattava di una scoperta davvero sensazionale che mostrava la fine di un'isola che aveva segnato la storia di un'epoca: quella di Cleopatra regina d'Egitto.
Goddio ha riportato l'attenzione del mondo sulla fine di un'isola che si credeva distrutta, e che invece, sprofondando, si era conservata, protetta dal favore del mare.
Si può solo immaginare la profonda emozione provata da questo Schliemann dei giorni nostri quando si è trovato innanzi ai resti del palazzo di Cleopatra con le sue opere monumentali, le sale.
Goddio si prepara ora a trascorrere cinque mesi per identificare ogni resto trovato. Goddio non parla di un recupero in superficie di queste opere. E' stato messo a punto un accordo con la Soprintendenza Archeologica egiziana e con il dipartimento di scavi sottomarini per non procedere alla sistemazione di un museo sottomarino, un percorso archeologico sottomarino. Questo perchè, considerate le dimensioni e il numero dei resti da portare in superficie, i costi sarebbero decisamente molto elevati e i rischi di deterioramento sarebbero altrettanto alti.
I fondali di Alessandria hanno conservato dunque le tracce dell'ultimo passaggio di Cleopatra, regina dalla controversa identità, amata dal grande Cesare e dal suo generale Antonio, donna forte ed orgogliosa tanto da infliggersi la morte per non essere schiava di Ottaviano e di Roma.
Il suo palazzo, con i suoi resti semi coperti dalle sabbie marine e dai detriti, è la testimonianza che il sogno della regina d'Egitto di essere ricordata per l'eternità almeno per i giorni nostri è divenuto realtà.
Una splendida realtà che Goddio con pazienza, passione e con una sapiente indagine archeologica ha saputo riportare alla luce.
Ora la leggenda di Cleopatra si arricchirà di un nuovo capitolo scritto dall'esperienza di un archeologo.


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