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La DOMUS AUREA di Nerone è certamente uno dei monumenti simbolo della Roma imperiale, oggi, dopo una grande opera di restauro che l'aveva vista chiusa al pubblico, la "Domus" riapre ed è subito evento. L'imponente struttura della maestosa dimora imperiale riflette la personalità e rievoca la figura di un imperatore discusso, forse travisato nella propria politica dai propri storici di corte che ne hanno riportato un'immagine condizionata da pesanti giudizi circa la morale e gli intenti... Nerone, ricordato come il sovrano dell'eccesso, sia per il suo discusso carattere che per i suoi progetti, a seguito del rovinoso incendio che nel 64 d.C distrusse gran parte dei quartieri di Roma decise la costruzione della propria dimora. Dalle rovine dei quartieri di una Roma, devastata da un terribile incendio, nacque ad opera , secondo gli storici dell'epoca, degli architetti SEVERO E CELERE il progetto della dimora, che avrebbe dovuto essere il simbolo del fasto dell'imperatore. La pianta della DOMUS AUREA mostra ancora, nonostante abbia perso gran parte delle sue stanze a causa di distruzioni passate, la grandezza di un imperatore "folle" il desiderio di essere venerato ricordato per la sua potenza. Quasi come se quella dimora dovesse rispecchiare il carattere "creativo e grande" di un imperatore interessato forse più alla propria immagine che ai destini di un impero. Scevro di doti militari per quanto fosse stato istruito a tali arti da AFRANIO BURRO, e forte degli insegnamenti del grande filosofo stoico SENECA, Nerone cercò di affermare una personalità del tutto particolare dove l'arte, la musica, dovevano essere al primo posto. Oggi quello che resta della fastosa dimora di NERONE sono rovine a cui il visitatore dovrà accompagnare una certa dose di immaginazione per rivestire i semplici muri di mattoni con gli antichi affreschi che dovevano riocoprirli. Il percorso che si offre al visitatore costituisce tuttavia un affascinante viaggio alla riscoperta di un monumento simbolo di una grande personalità, che è possibile ancora ravvisare in quegli spazi che sembrano voler "sconfinare" per perdere dimensione e diventare solo pura grandezza....


La pianta del padiglione si divide in due grandi ali: quella occidentale, le cui stanze circondavano un CORTILE A PERISTILIO (oggi non più visibile); quella orientale che ha come centro la sala ottagonale, fulcro di un grande corpo di fabbrica di forma rettangolare. Tale sala è compresa tra due CORTI PENTAGONALI, intorno alle quali sono distribuiti diversi ambienti. La visita inizia dall'emiciclo di sostegno delle celebri TERME TRAIANEE si attraversano una serie di ambienti, da notare il CORRIDOIO DELLE AQUILE (50)per la decorazione della volta. Dal corridoio si accede a due sale identificate come il NINFEO DI ULISSE E POLIFEMO. Doveva essere caratterizzato da una serie di giochi d'acqua, rischiarato dalle tre finestre aperte sui lati. Il mosaico che copriva la volta mostrava Ulisse nell'atto di porgere una coppa di vino al Ciclone. Il ninfeo fu oggetto di modifiche. Dopo il Ninfeo si accede all'ala orientale attraverso due stanze, la prima dava su un cortiletto, e da li si snodavano una serie di stanze anguste. IL percorso continua attraverso un corridoio a sinistra del quale si aprono le stanze principali tra cui la SALA DELLA VOLTA DORATA. La decorazione di questo ambiente costituisce una svolta epocale nella pittura decorativa. Nel quadro centrale era dipinto il ratto di GANIMEDE da parte di ZEUS(ora perdut0), la volta si divide in due parti contraddistinte da figure geometriche. Abbiamo poi un CRIPTOPORTICO , uno spettacolare corridoio, che mostra appieno l'imponenza delle strutture interne e il gioco di luci dato dalle finestre strombonate, la decorazione pittorica mostra su sfondo bianco eleganti architetture prospettiche. Lungo il corridoio numerato 117 si accede ad una stanza detta SALA DI ACHILLE A SCIRO, stanza di forma rettangolare con decorazione della volta raffigurante l'episodio mitologico di Achille a Sciro . Proseguendo si accede alla SALA OTTAGONALE, circondata da 5 stanze a raggiera e un grande ninfeo con giochi d'acqua, le profonde nicchie hanno volte a botte e si raccordano con quella più alta, del rettangolo centrale. L'ultima sala è quella di ETTORE E ANDROMACA, la volta è suddivisa da ricche cornici a stucco che inquadrano elementi decorativi a "T".


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