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Probabilmente solo una tappa delle origini, un nome nella storia dell'evoluzione umana, ma soprattutto un nome che è entrato a buon diritto nell'immaginario che fa capo al nebuloso periodo delle origini.... Etiopia 1973-1977 nel corso di una serie di scavi localizzati nella depressione di Afar, nella formazione geologica di HADAR, emergono una serie di resti umani. Si tratta di resti ossei di circa 35 individui, e tra questi i resti di quella che sarà chiamata in seguito Lucy. I resti sono stati estratti dalla formazione geologica che li inglobava e che ne ha permesso la conservazione sino ai giorni nostri e portati in laboratorio, qui i resti sono stati divisi, puliti e catalogati e dalle accurate analisi è emerso il ritrovamento del 40% di uno scheletro. A questo scheletro viene dato nome Lucy, nome tratto da una celebre canzone dei Beatles di quel periodo. Il suo ritrovamento fece subito sensazione nel mondo, la notizia della scoperta scosse il mondo della cultura e degli studiosi delle origini dell'uomo. La storia di Lucy viene dunque ricostruita a partire dai resti trovati e dalla composizione del luogo del ritrovamento. Dall'analisi dello scheletro è stato evidente che il sesso da attribuire ai resti fosse quello femminile, dato ricavato dalla presa visione della struttura del bacino con ilei svasati a "s" allungata e con la larghezza delle ossa. Lucy nella catena evoluzionistica dell'uomo si collocherebbe un gradino prima delle forme australopitecine dell'Africa, con i suoi grandi siti di Olduvai e del Kenya, sarebbe dunque una forma più arcaica. La sua struttura ossea presenta caratteri fortemente arcaici, riconducibili ai pongidi, come il forte prognatismo facciale, il palato poco profondo, bozze occipitali, e toro sopraorbitario accentuato. Ma accanto a questi caratteri arcaici Lucy mostra la svolta verso la soglia umana: il BIPEDISMO. Lucy per quanto essere ancora poco evoluto possedeva la postura eretta, dominava la boscaglia camminando in modo certamente claudicante, ma camminava... La lunghezza dei suoi arti superiori indicava ancora un aiuto di tali arti nella camminata, ma certo meno rispetto alle grandi scimmie antropomorfe. Lucy è dunque la grande conquista del bipedismo, una tappa fondamentale in direzione dell'uomo in un percorso, quello delle origine, che resta avvolto in una serie imprecisata di ipotesi e tesi evoluzionistiche. Il campo dello studio delle origini dell'uomo è certamente uno dei settori più affascinanti forse perché le tracce sono estremamente labili, e il ritrovamento di queste difficoltoso e casuale. La ricostruzione della protostoria dell'uomo è la strada per dare un volto "all'anello di congiunzione "tra scimmia e uomo, per dare risposta alla domanda che da sempre tormenta l'uomo "DA DOVE E' VENUTO..." E' in questo discorso che Lucy si inserisce, con la sua figura , con la sua storia. A questo punto non resta che guardare questo personaggio che ha dato il via ad una serie di nuove ipotesi. Nelle immagini che seguono vedrete Lucy e il laboratorio dove è stata ricostruita, rendendovi conto dell'importanza di questo piccolo esserino di appena un metro di altezza e di soli 25 kg di peso.





 

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