|
 

Petra,con i suoi monumenti incastonati nella roccia, costituisce una delle città più affascinanti e misteriose della Giordania.
Una storia e un destino che ancora oggi per le circostanze stesse della sua riscoperta dopo il declino avvenuto in epoca bizantina ne fanno uno dei luoghi più suggestivi e interessanti a livello archeologico.
Johann Burckhardt nel 1812, travestito da pellegrino mussulmano , seguendo le indicazioni di alcuni mercanti locali, costeggiando Wadi Musa e superando la stretta gola d'arenaria arriva nel cuore della città, una città che dopo l'abbandono definitivo dei Nabatei si era calata in un oblio durato secoli.
Nel cuore del deserto Giordano Burckhardt scopre la capitale di quello che poi sarà denominato impero Nabateo.
Petra nasce come crocevia di carovane che percorrevano l'antico Vicino Oriente, voluta dalla popolazione nabatea, che aveva occupato l'area geografica controllata dagli Edomiti.
I primi dati sui Nabatei risalgono allo storico greco Diodoro Siculo che ci parla dei Nabatei come di pastori, allevatori di cammelli che vivono nel deserto , riuscendo a sopravvivere grazie alla loro grande capacità di sfruttare, tramite canalizzazioni, l'acqua. Lo storico , nella sua descrizione ci parla inoltre di un gruppo tra i Nabatei arricchitosi con il commercio delle spezie e dei profumi provenienti dall'Arabia Felix (Yemen).
Petra dunque nel IV secolo a.C si afferma come città carovaniera: i Nabatei impongono forti pedaggi e tasse alle carovane che traversano i loro territori.
Dunque il commercio sembra essere allo stato attuale una delle maggiori componenti di ricchezza della popolazione Nabatea, e la città con i suoi grandi monumenti né costituisce l'espressione più illuminante.
Nel 64 d. C Pompeo decide di intervenire nella delicata situazione siro palestinese, e come azione concreeta attacca i Nabatei riuscendo a sottometterli e a fare dell'intero territorio una provincia romana nel106 d.C.
La conquista di Roma del territorio nabateo coincide con l'inizio di una crisi interna legata al blocco dei commerci che culminerà con il declino finale con la dominazione bizantina.
La parte più suggestiva di Petra è costituita dalla sua architettura funeraria rupestre, aspetto tipico dell'arte nabatea.
Tra i tipi più diffusi di tomba vi è certamente quello "A POZZO": le camere funerarie sotterranee sono raggiungibili attraverso un pozzo scavato nella roccia.
Al di sopra di queste tombe sono scolpiti sulla parete rocciosa monumenti in rilievo di evidente gusto scenografico dove l'elemento ellenistico si fonde con i caratteri nabatei.
Tali complesse architetture costituiscono l'espressione più alta della concezione dell'Aldilà di questa popolazione di commercianti e artigiani che usavano la roccia come" ultimo riparo".
Celebre la TOMBA DEGLI OBELISCHI, la cui facciata si staglia sulla parete rocciosa a sinistra delloWadi Musa, prima del Siq , la strada che porta alla città.
Abbiamo poi tombe che rappresentano edifici a forma di torre di chiara derivazione assira. La facciata di tali edifici presenta un fregio a merli disposti su due file, mentre la porta d'accesso è costituita da un'apertura rettangolare sormontata da una cornice policroma.
Di chiara influenza ellenistica è la TOMBA detta KHAZNEH EL-FAROUN ossia TOMBA DEL TESORO. Tale nome le deriva dalla suggestiva urna che domina la facciata , che i locali anticamente ritenevano sede di tesori. La facciata è articolata su due piani ed è riccamente ornata di elementi ellenistici di richiamo scenografico.
Petra resta dunque la testimonianza più alta della ricchezza nabatea, simbolo di un arte che diventata storia imprimendo i propri caratteri distintivi nella roccia, elemento che l'ha restituita a noi in tutto il suo splendore.
La Tomba degli Obelischi

Tomba del Soldato Romano


Una veduta del "Tesoro del Faraone"Khazne Faraun

L'imponente facciata del ed-Deir "il Monastero" 
Particolare architettonico del "Monastero"

|