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TUTANKHAMON:
GLI INTERROGATIVI DIETRO LA SCOPERTA.
Un
nome scolpito nella storia delle grandi scoperte dell’archeologia
quanto l’autore della scoperta della sua regale sepoltura: Howard
Carter.
Tutankhamon
“il Faraone Fanciullo” balza agli onori delle cronache del tempo nel
1922: la scoperta dei tesori contenuti nella sua tomba fanno il giro del
mondo creando attenzione e crescente interesse nei confronti del Faraone
dalla maschera funeraria in oro e lapislazzuli.
L’analisi degli splendidi oggetti, preservati dalle sabbie del
deserto, porta ad evidenziare i tratti di un Sovrano giovane ed
importante ma i successivi studi hanno ridimensionato l’importanza del
giovane Faraone della XVIII Dinastia.
Oggi
che ogni singolo oggetto, presente all’interno della sepoltura del
giovane Faraone, è stato studiato e analizzato l’interesse investe la
mummia del Sovrano, trovata in buono stato di conservazione.

Figura
1-
Tutankhamon ritratto in una scena di caccia
L’analisi
ai raggi x operata sulla mummia del Faraone Fanciullo, secondo la
ricostruzione del paleontologo ed egittologo Bob Brier dell’Università
di Long Island, sulla base dei referti radiografici di Harrison
evidenzierebbe un particolare estremamente significativo: un grosso
ematoma alla base del cranio.
Un riscontro oggettivo che potrebbe indicare, come si può osservare
dall’immagine sottostante (punto A), un'emorragia causata da un colpo
alla nuca, che avrebbe provocato il decesso. Questa nuova indicazione
sposta dunque l’attenzione non tanto sulla figura del Faraone quanto
al contesto nel quale la sua morte è avvenuta.

Figura
2-
Esame radiografico del cranio del Faraone
Il
decesso, secondo queste ultime ipotesi, sarebbe avvenuto dopo due
settimane circa dal trauma. Questo dato tuttavia, non prova, la tesi di
Brier, che sostiene che il faraone sia stato vittima di assassinio.
Molti altri studiosi innanzi a questa stessa analisi hanno concluso che
il Faraone fanciullo soffrisse di scoliosi e forse della sindrome di
Klippel-Feil che porta a calcificare le vertebre cervicali rendendole
fragili, tanto che una semplice caduta avrebbe potuto ucciderlo.
La tesi di Brier è estremamente affascinante e offre lo spunto per una
breve analisi del contesto dove sarebbe ipoteticamente maturato
l’assassinio del giovane sovrano.
Tutankhamon
sale al potere a soli 9 anni, secondo le fonti sarebbe figlio di
Akhenaton, il Faraone Eretico, ma pare che fosse figlio di Amenofi IV e
della sua seconda moglie.
Del suo regno le fonti ci riportano la sua attività a favore della
ricostruzione di templi e monumenti. Tuttavia Tutankamon diviene il
simbolo di un periodo di “restaurazione” a seguito della rivoluzione
religiosa introdotta da Akhenaton. Il nome originario del Faraone è
infatti Tutankhaton “Immagine vivente di Aton”, dopo
l’incoronazione muta in Tutankhamon.
Dietro
alla restaurazione religiosa e schierato con i sacerdoti del culto
regale di Amon è il Visir Ay.
Proprio
nella figura di Ay, Brier individua il possibile indiziato
dell’assassinio del sovrano, che sarebbe divenuto scomodo per la sua
giovane età e inesperienza.
In
un contesto storico culturale di restaurazione, tra giochi di potere,
tra culto e sovranità sarebbe dunque maturata la fine di questo giovane
sovrano?
Non esiste una risposta a questa domanda, non esiste una verità se non
quella oggettiva di una morte che difficilmente sarà spiegata con
assoluta certezza storica.
La verità, in senso stretto e onnicomprensivo, resta un privilegio
esclusivo di questo giovane volto ieratico, che sembra fissare un
orizzonte lontano quanto sereno…forse quelle stesse stelle imperiture
a cui sarebbe tornato.

Il
mistero di una vita , anche se le fonti storiche tracciano un quadro
generale, non si può esaurire in semplici ipotesi così il mistero di
una morte improvvisa quanto prematura.
Le varianti sono tuttavia molte e devono essere considerate se si vuole
avere un occhio quanto più critico possibile innanzi alle ipotesi
formulate dagli studiosi.
La verità resta un privilegio di una storia irrimediabilmente trascorsa
e il fascino di Tutankhamon non sembra condannato a perdersi né tanto
meno ad affievolirsi con il trascorrere del tempo.
Per
saperne di più:
FOCUS EXTRA n.15 - Numero Speciale Autunno 2003
L’omicidio di Tutankhamon di Bob Brier
TUTANKHAMON di Howard Carter
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