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IL PROGETTO                                                                              LE FOTO

 

Il Gruppo Archeologico Ferrarese (G.A.F.) ha avviato da qualche anno un progetto che vede il volontariato in prima fila nella collaborazione didattica con le scuole, a cominciare dal Liceo Scientifico “A. Roiti” di Ferrara-Corso Beni culturali. Il “Progetto Suasa”, ideato e coordinato da Walter Falappa, esperto di restauro, vice direttore Nazionale dei G.A.d’Italia, è stato il banco di prova iniziale di questa collaborazione che già nella primavera 2007 ha impegnato 20 allievi, per 4 giorni, nella pulizia dei mosaici della domus romana dei Coiedii, a Suasa (AN). Questo lavoro sul campo è stato  documentato nella mostra ferrarese “I colori sotto la polvere”, ospitata alla Palazzina di Marfisa D’este nell’ottobre 2007, in occasione delle Giornate nazionali di Archeologia Ritrovata. Sarà proprio questa  mostra, esposta al museo archeologico comunale di Castelleone di Suasa fino al 30 giugno prossimo, a fare da sfondo alla nuova immersione  dei liceali ferraresi nell’archeologia delle Marche.

Anche quest'anno, infatti, un’altra classe di 25 allievi del Corso Beni Culturali, la II G, ha scelto di prepararsi  durante tutto l’anno scolastico per sostituire la tradizionale gita scolastica con un’esperienza  di volontariato archeologico attivo.  Dal lunedì 5 a giovedì 8 maggio lavoreranno a Suasa e Corinaldo, accompagnati dai loro insegnanti: prof. Giorgio Rizzoni, coordinatore del Corso Beni Culturali e prof.ssa Brigida Balboni, docente di storia dell’arte e disegno, sotto la supervisione di esperti del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna e collaboreranno fianco a fianco con un gruppo di volontari del G.A. Ferrarese. Il Progetto Suasa 2008 intende far conoscere e sperimentare i metodi e le pratiche più corrette adottate in archeologia, dallo scavo fino alla manutenzione di un sito. Per raggiungere questi obiettivi gli studenti sono stati coinvolti in un lungo percorso di studio che  culminerà nello stage-laboratorio nel Parco Archeologico di Suasa, dove sono previsti interventi nell’area del Foro, negli edifici attigui alla domus dei Coiedii e negli scavi di S. Maria in Portuno.

Al progetto Suasa 2008 partecipano e collaborano molti importanti partner:  il Dipartimento di Archeologia dell’Università degli Studi di Bologna, i Gruppi Archeologici d’Italia,  il Parco Archeologico di Suasa, i Comuni di Castelleone di Suasa e di Corinaldo e non mancherà l’appoggio delle Istituzioni ferraresi, del museo archeologico nazionale di Ferrara e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara. Va sottolineata l’attenzione e il sostegno economico del Centro Servizi del Volontariato di Ferrara, che riconoscendo il lavoro finora svolto come esempio metodologicamente corretto di collaborazione tra mondo della scuola e mondo del volontariato, l’ha inserito nel più vasto e complesso progetto denominato “Ritorno a Scuola”, che si svolgerà fino al 2009-2010. Anche la Soprintendenza Archeologica delle Marche è coinvolta nel Progetto Suasa 2008, con la possibilità di stipulare una convenzione per un programma poliennale di  manutenzione ordinaria di siti che metta in sinergia soggetti importanti della società, come la Scuola e il Volontariato. Si auspica e si sta lavorando perché lo stesso accada anche con la Soprintendenza archeologica dell’Emilia Romagna.

Per il Gruppo Archeologico Ferrarese e per il Liceo Scientifico Roiti, c’è anche l’intenzione di proporre questo modello di collaborazione come Progetto pilota ad altre scuole italiane e alle associazioni di volontariato interessate alla conservazione del nostro immenso patrimonio archeologico, storico e paesaggistico, visto l’interesse suscitato anche al recente Salone del Restauro, durante la presentazione della nostra esperienza nello stand del Ministero dei Beni Culturali, su invito della direzione didattica di Italia Nostra. Da sottolineare, infine, l’opportunità di operare nell’ambito dei Gruppi Archeologici d’Italia, che per la loro diffusione sul territorio nazionale contribuiscono fortemente a divulgare le buone pratiche e i metodi di intervento corretti, ma anche la conoscenza di normative e competenze su valorizzazione e salvaguardia.

 

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