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Risoluzione all'O.d.G. del Pd - P.G. 30048/2015 "sfruttamento idrocarburi nel territorio prov.le"

24.6.2015
Premesso

che in data 6 marzo 2015 antecedente alla presentazione di questo ODG, la capogruppo del M5S di Ferrara Ilaria Morghen presentava interpellanza al Sindaco e Assessore delegato relativamente alle problematiche legate all’attività di ricerca, prospezione , perforazione e coltivazione di pozzi di gas metano sul territorio provinciale, con le seguenti motivazioni in premessa:

nel decreto Sblocca Italia ,all’ articolo 38,si evince che:
-tutte le attività connesse allo sfruttamento dei giacimenti nazionali di idrocarburi, con trivelle, e infrastrutture, diventano di interesse strategico nazionale;
il titolo concessorio sarà unico, mentre prima era suddiviso in tre fasi: permesso di ricerca, prospezione ed estrazione;
-tutte le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale per le attività di ricerca, prospezione ed estrazione in terraferma non sono più di competenza delle Regioni , ma accentrate allo Stato;
-la concessione viene accordata con decreto del Ministero dello sviluppo economico e a seguito di procedimento unico di durata pari a 180 giorni e tramite apposita conferenza dei servizi in cui viene svolta anche la valutazione ambientale strategica (VAS) dei lavori;

-in forza dell’approvazione nel mese di Novembre 2014 del decreto in oggetto, stanno partendo nel ferrarese nuovi permessi di ricerca: a Ostellato, progetto Corte dei Signori, pozzo “trava 2 dir” di Aleanna Resources ( in area protetta Iba); a Cento- Poggo Renatico ( in piena area sisma 2012) la Po Valley Operation Pty Ltd inoltra richiesta di concessione di coltivazione di gas col pozzo “S. Maddalena 1 dir” già perforato nell’anno 2004;


- recentemente si sono espressi contro le trivellazioni in maniera inequivocabile e pubblicamente le associazioni agricole di categoria e il consorzio di bonifica. Le motivazioni addotte, spiegate con cognizione di causa, vanno nella direzione della tutela della sicurezza idrogeologica del territorio e della tutela del patrimonio agricolo rurale che riveste un particolare valore e peso economico per la provincia;

- il comitato No TRIV a Fe, sempre attivo sul territorio ferrarese e in stretto collegamento con i numerosi movimenti di opposizione nati in tutto il Paese ed in crescita dopo l’approvazione dello Sblocca Italia, chiede da tempo collaborazione ed iniziative politiche concrete alle varie amministrazioni locali , avendo ricevuto sin ‘ora soltanto vaghe dichiarazioni di intenti;

- la posizione del Sindaco Tagliani è sempre stata di totale contrarietà alle trivellazioni sul territorio per le dannose conseguenze che ne derivano, ma a tutt’oggi, non abbiamo potuto ancora prendere visione di un qualche atto politico rilevante di contrasto;


appurato che


- alle premesse di cui sopra va aggiunta, come novità recente ,una nuova istanza di autorizzazione inoltrata il 3 aprile scorso al MISE da parte della Società ENEL LONGANESI DEVELOPMENTS s.r.l (BUIG del 15 aprile scorso) all’interno del permesso di ricerca denominato PORTOMAGGIORE, (uno degli 8 permessi dell’intero territorio ferrarese )per l’autorizzazione alla perforazione di un nuovo pozzo esplorativo denominato “MALERBINA 1 DIR” in comune di Masi Torello e di cui nessuno sapeva nulla, nemmeno l’amministrazione comunale del paese , informata dal Comitato No TRIV di Ferrara.

-la preoccupazione della popolazione degli stessi amministratori locali su tutto il territorio sta aumentando e non esiste ancora piena consapevolezza e conoscenza né della materia nè degli strumenti politici e normativi con cui intervenire per fermare la calata delle compagnie petrolifere

- questa ondata anomala di trivellazioni per la ricerca di fonti fossili che sta per investire tutta la penisola è decisamente in controtendenza rispetto allo scenario globale in cui i leader mondiali si stanno impegnando, in vista del prossimo vertice sul clima a Parigi , a dire addio, una volta per tutte, ai combustibili fossili .

- le procedure legate ai vecchi progetti, sospese in attesa del cambio normativo, a breve ripartiranno (es :il pozzo Tombellina 1 vicino alla città e all’ospedale , su cui la società Aleanna ha chiesto nell’agosto scorso una proroga di 3 anni del permesso PONTE del DIAVOLO) mettendoci di fronte ad uno scenario di vera e propria occupazione del territorio rurale, un’ondata di pozzi di trivellazione per attingere gas naturale dal sottosuolo anche in aree di pregio naturalistico e paesaggistico, sia sulla terraferma che nel mare;

-il caso Puglia costituisce un precedente di concreta opposizione alle trivellazioni che non si può certo ignorare, con il neo governatore della Regione Michele Emiliano( in quota PD) che ha dichiarato apertamente la sua decisione di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale il decreto del governo riguardante le trivellazioni in mare Adriatico a difesa del patrimonio di pesca, turismo e qualità delle acque della sua Regione, ricordando anche l’obiettivo di “andare verso un modello energetico diverso, non fondato sui combustibili fossili.
considerato che l’assessore Caterina Ferri, all’interpellanza del M5S

- risponde in data 8 aprile ribadendo la propria contrarietà politica alle trivellazioni e estrazione di metano dal fragile sottosuolo ferrarese e ricordando, con un lungo elenco di citazioni , le varie occasioni istituzionali e ufficiali in cui è stata espressa
-nella risposta si legge altresì di una disamina della situazione già avviata dal Sindaco, in qualità di Presidente pro-tempore della Provincia, al fine di coordinare la condotta degli enti locali,
-tra le varie si afferma che la Provincia di Ferrara ha espresso sempre parere contrario all’estrazione di idrocarburi , dimenticando che la stessa ha cmq sempre concesso ugualmente i permessi di trivellazione pozzi esplorativi ( fase 2) all’interno dei vari progetti di ricerca, senza alcun approfondimento delle problematiche che questo comportava, né coinvolgimento della popolazione
- che al termine del lungo elenco di rivendicazioni della propria posizione contraria, si legge
“al di là dell’ovvia attenzione alla sicurezza dei cittadini , va considerato come dinieghi privi di adeguata e sostenibile motivazione , possano esporre l’Ente a dichiarazioni di inefficacia del provvedimento e a richieste di risarcimento danni anche consistenti i cui addebiti , oltre che ai dirigenti che si assumono la responsabilità amministrativa, esporrebbe le casse comunali a pesanti costi risarcitori”,


Verificato


che il coordinamento nazionale No TRIV e l’associazione A Sud chiedono, attraverso un Comunicato Stampa (in allegato) ai Presidenti delle Giunte Regionali e delle Assemblee Regionali di ben 14 Regioni, tra cui l’Emilia Romagna , di impugnare dinanzi al TAR del Lazio il decreto del MISE del 25/03/2015 che dà attuazione allo Sblocca Italia ,per la parte concernente le attività di ricerca e coltivazione idrocarburi liquidi e gassosi (art 38)
che la motivazione è assolutamente fondata poiché il decreto solleva seri dubbi di legittimità relativamente sia al “titolo concessorio unico”, sia al nuovo ruolo , del tutto marginale , assegnato alle Regioni nel procedimento per il rilascio del permesso , che viola le prerogative riservate alle Regioni dalla nostra Costituzione
che per impugnare il DM del MISE di cui sopra ,c’è tempo fino al 5 luglio 2015



TUTTO CIO’ ESPOSTO

al fine di rafforzare l’ODG in discussione , la sua efficacia politica e trovare le “adeguate e sostenibili motivazioni”

SI PROPONE

1. la costituzione di una rete operativa tra sindaci dei comuni dell’intera provincia ferrarese per creare un fronte compatto di opposizione che,oltre alla presentazione di un ordine del giorno per ribadire la forte preoccupazione e contrarietà rispetto alla tematica in oggetto, lavori concretamente e in maniera coordinata:
- sull’informazione puntuale, corretta e competente verso la popolazione delle aree interessate
- nei contatti e rapporti con le società petrolifere
- sulla ricerca, all’interno di ciascuna area, di tutti gli strumenti politici e normativi per affrontare in maniera efficace questa problematica
2. la costituzione di un tavolo di emergenza in tempi brevi con un rappresentante di ciascun gruppo consiliare di Ferrara, i comitati No TRIV, le associazioni di categoria, in particolare quelle agricole, il Consorzio di bonifica pianura di Ferrara e aperto a tutti i cittadini interessati, al fine di valutare un’urgente ed efficace azione politica da portare direttamente al Ministero e al Governo e una serie di azioni locali immediate di contrasto, da mettere in campo in tempi brevi.
3. la costituzione di un piccolo gruppo di lavoro di tecnici e funzionari esperti, scelti all’interno degli uffici comunali che si occupano di ambiente, piani territoriali ,sicurezza idraulica e politiche energetiche, al servizio del tavolo di emergenza di cui sopra , per raccogliere i dati e le informazioni necessarie alla ricerca di strumenti adatti ed efficaci, tra le pieghe dei piani urbanistici e delle prerogative comunali e provinciali in materia di tutela e sicurezza del territorio e della sua popolazione,per contrastare le attività di perforazione e coltivazione dei pozzi.
4. di attivarsi da subito presso la regione Emilia Romagna, assieme agli altri Presidenti di provincia , coerentemente con le pubbliche dichiarazioni di netta opposizione alle trivellazioni per la ricerca idrocarburi, al fine di promuovere e favorire l’azione legale presso il TAR del Lazio entro il 5 luglio prossimo.


Il Gruppo Consiliare
Movimento5Stelle
Ultima modifica: 19-08-2015
REDAZIONE: Gruppo Consiliare Movimento5Stelle
EMAIL: gruppo-movimento5stelle@comune.fe.it