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O.d.G. Trasferimento dei beni sequestrati ai bracconieri alle guardie ecologiche volontarie

di Ilaria Morghen - 22.8.2016


P.G. 94318/2016

PREMESSO CHE:
la legge n°109 del 1996 contiene le disposizioni in materia di gestione e destinazione dei beni sequestrati o confiscati alle associazioni di stampo mafioso (mafia, camorra, 'ndrangheta per citarne alcune).
Il Codice delle Leggi Antimafia e delle misure di prevenzione del 2011 all’art 48 comma 3, Lettera C dispone:
“I beni sequestrati alle mafie sono trasferiti per finalità istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio della provincia o della regione.
Gli enti territoriali provvedono a formare un apposito elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, che viene periodicamente aggiornato.
Gli enti territoriali, anche consorziandosi o attraverso associazioni, possono amministrare direttamente il bene o, sulla base di apposita convenzione, assegnarlo in concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento, a comunità, anche giovanili, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, nonché alle associazioni di protezione ambientale riconosciute ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349.

RITENUTO CHE:
rientra tra i compiti e gli obiettivi del Comune individuare e porre in essere, nei limiti delle proprie competenze attribuite dalla Legge, il recupero ed il riutilizzo con finalità sociali di beni sequestrati o confiscati alle mafie;
CONSIDERATO CHE:
nel corso degli ultimi 20 anni si è assistito ad un importante penetrazione nel territorio ferrarese di organizzazioni criminali che praticano la pesca illegale e il traffico del pescato, costituite da cittadini comunitari prevalentemente di origine rumena, le loro azioni di bracconaggio hanno in pochi anni depauperato gravemente il bacino fluviale del delta del Po e della rete di canali che si estende nella Provincia di Ferrara. Tale attività criminosa si associa ad aggressioni a liberi cittadini residenti e gestori e fruitori di bacini di pesca protetti, anche privati;

TUTTO CIO’ PREMESSO
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FERRARA
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
ad attivarsi per emanare un regolamento che disciplini il trasferimento entro 72h dal sequestro dei beni dei “criminali del Po”, operato dalle Forze dell’Ordine all’Associazione no profit delle Guardie Ecologiche Volontarie, perché ne dispongano, con la vendita o l’utilizzo diretto dei mezzi (imbarcazioni, autovetture), ai fini del finanziamento delle attività di contrasto all’illecito quotidiano messo in atto dai bracconieri del bacino fluviale del Po.
Con osservanza.

La Consigliera Comunale M5S
Dr.ssa Ilaria Morghen










Ultima modifica: 29-08-2016
REDAZIONE: Gruppo Consiliare Movimento5Stelle
EMAIL: gruppo-movimento5stelle@comune.fe.it