Il 2 febbraio 1502 giunge a Ferrara
Lucrezia Borgia, sposa di Alfonso d'Este, figlio del
duca Ercole I. Lucrezia ha 22 anni, due matrimoni
bruscamente interrotti alle spalle, forse due figli.
Porta con sé la terribile fama di essere al
tempo stesso "figlia, moglie e nuora" del
Papa Alessandro VI.
A Ferrara vive 17 anni amata dalla famiglia, idolatrata
dai poeti di corte, come Strozzi, Bembo e Ariosto,
benvoluta dai sudditi. È moglie fedele, fervente
religiosa e madre di duchi. Muore, a 39 anni d'età,
terziaria francescana, alla sua ottava gravidanza.
È sepolta a Ferrara, nel convento del Corpus
Domini. Se a Roma ha certamente fatto parte di una
corte corrotta e incline all'omicidio politico, a
Ferrara la sua condotta è impeccabile sotto
ogni punto di vista. Durante la sua permanenza il
Ducato Estense vive l'acme del suo prestigio politico
e culturale, producendo fermenti innovativi destinati
a durare nella pittura, nella musica, nel teatro e
nella poesia.
Ferrara celebra nel corso del 2002 i cinquecento anni
dall'arrivo di Lucrezia perché vuole ricostruire
la vita di un personaggio storico tra i più
famosi, simbolo e insieme vittima dei vizi di un epoca,
assieme alle vicende di una città che si trasforma
nello splendore del Rinascimento italiano.
Il programma di celebrazioni, che terminerà
nel febbraio 2003, si articola in iniziative culturali
e storico-scientifiche che coinvolgono esperti di
vari campi, amministrazioni pubbliche e associazioni
operanti in città.