Alfabetica 2006. La parola come luogo di incontro

nuovi autori in lingua italiana:
Helene Paraskeva, Vesna Stanic, Amor Dekhis, Gezim Hajdari, Tahar Lamri,Mihai Mircea Butcovan

Comune di Jesi; Consulta della Pace; Provincia di Ancona
Alfabetica 2006. La parola come luogo di incontro

testi di Helene Paraskeva, Vesna Stanic, Amor Dekhis, Gezim Hajdari, Tahar Lamri,Mihai Mircea Butcovan
Edizioni Gei, Iesi, 2007

Comune di Jesi Assessorato alla Cultura; Consulta della Pace;
Provincia di Ancona - "Leggere il 900"
ALFABETICA 2006
la parola come luogo d?incontro

nuovi autori in lingua italiana
Helene Paraskeva, Vesna Stanic, Amor Dekhis, Gezim Hajdari, Tahar Lamri,
Jesi, 18-19-20 maggio

L?iniziativa è nata da un?idea della Consulta della Pace ed è organizzata
dall?Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi, nell?ambito del programma della
Provincia di Ancona "Leggere il Novecento".

GLI AUTORI

HELENE PARASKEVA, nata ad Atene, vive a Roma; ha pubblicato la raccolta Il Tragediometro e Altre Storie (Fara ed. 2003); presenterà il nuovo romanzo Nell'uovo cosmico (Fara editore).
VESNA STANIC, nata a Zagabria, vive a Firenze; In Italia ha pubblicato il romanzo L’isola di pietra (Aiep 2000) e ha tradotto in italiano il romanzo di Mesa Selimovic La fortezza (Besa 2004).

GEZIM HAJDARI, nato a Lushnje (Albania), vive a Frosinone. Ha vinto premi di poesia tra cui il Premio Montale, ha pubblicato raccolte di poesie tra cui Stigmate, Spine nere e Maldiluna (Besa ed.) e Poema dell?esilio (Fara, 2005); nel 2006 è in uscita Peligorga gitana (Einaudi).

TAHAR LAMRI, nato ad Algeri, vive a Ravenna. Ha prodotto il videoracconto La casa dei Tuareg e il testo teatrale Wolf o le elucubrazioni di un kazoo. Nel 2001 ha presentato Il pellegrinaggio della voce, un viaggio da nord a sud raccontato con i dialetti della pianura padana e le parlate di Nord Africa e Senegal. Nel 2006 ha pubblicato I sessanta nomi dell'amore, Fara editore.

AMOR DEKHIS è nato a Sétif (Algeria), vive a Firenze. Ha pubblicato racconti nelle riviste "Caffè", "Narrasud", "Sagarana" online. Con il romanzo La notte dei lupi è stato finalista al Premio Italo Calvino, edizione 2004; il libro è in uscita nel 2006 con L'Ancora del Mediterraneo.


La letteratura italiana migrante
di Tullio Bugari


E' la letteratura scritta in italiano da autori stranieri che vivono in Italia. A differenza delle letterature francofone o anglofone, nelle quali i nuovi autori hanno usato la lingua dei colonizzatori già diffusa nei propri paesi, e a differenza degli scrittori italoamericani che hanno iniziato a usare la lingue del paese ospite dopo la terza o quarta generazione, perché i loro padri o nonni spesso erano analfabeti, nel nostro caso i nuovi autori sono in genere laureati, vivono in Italia da pochi anni e hanno appreso la lingua italiana direttamente qui, ripercorrendo percorsi simili a quelli di tanti immigrati.
Si può individuare anche un evento preciso, l?uccisione di Jerry Maslo nel 1989 a Villa Literno come spartiacque delle nostre consapevolezze. Alcuni giornali invitarono scrittori e giornalisti a occuparsi della situazione e nacquero i libri di T. Ben Jeulloun Dove lo Stato non c'è e di S. Methnani Immigrato. Vennero poi altri libri, scritti direttamente in italiano, editi da piccole case editrici, testi non più solo di testimonianza o autobiografie ma con maggiore attenzione allo stile e al valore letterario. Sono molti gli scrittori presenti, provenienti da molti paesi, con percorsi e
proposte letterarie non riconducibili ad un genere unico. E? una sperimentazione al tempo stesso letteraria, linguistica e sociologica. Sul piano linguistico s?inserisce in una lingua, l?italiano, ancora in formazione, emersa da pochi decenni dai tanti dialetti e che ora incontra linguaggi nuovi che portano nuovi stimoli alle sue potenzialità espressive. Sul piano letterario propone in termini finora sconosciuti il tema dell?identità dell?autore, le cui appartenenze assumono il carattere di una duplicità (letteratura del guado o del passaggio è una delle definizioni) che si sviluppa
dinamicamente dalle antinomie rifiuto/accettazione della cultura di appartenenza e/o della società ospitante, e diventa qualcosa d?altro, molteplice (?Il mio essere albanese è nel mio sguardo, nella mia voce, nel mio volto, nei miei occhi, ma più che un uomo albanese sono un uomo di mondi che cammina! Il mio viaggio è una grande metafora esistenziale dell?ignoto?, scrive Gezim Hajdari).
Il loro viaggio in Italia è un "viaggio a rovescio" (come scrive A. Gnisci in Creolizzare l'Europa, Meltempi ed.), non avviene più dal nord al sud come nel passato per artisti alla ricerca delle testimonianze della nostra cultura, ma dal sud verso il nord, facendoci gettare lo sguardo sulla ?nostra altra società?, sugli spazi della marginalità dimenticati, che sono in mezzo a noi ma non vediamo. E' uno sguardo che dovrebbe aiutarci a capire meglio chi siamo e dove va la nostra identità.
Nei giorni 18-19 e 20 maggio saranno presenti a Jesi 5 autori, originari di diversi paesi del mediterraneo, per far conoscere le loro opere e dialogare con noi, offrirci stimoli di riflessione e regalarci il piacere di conoscerci attraverso le porte sempre aperte della letteratura.

 


 

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