Porta Palazzo mon amour
di Mohammed Lamsuni
Mohammed
Lamsuni |
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Mohammed Lamsuni sa sfidare ed è capace
di trasferire il suo coraggio ai suoi personaggi per far loro testimoniare
l’indifferenza e l’ingiustizia. Younis Tawfik
“Sono colpevole di essere un marocchino in Italia”. RASSEGNA STAMPA:Lamsuni,
‘il professore’, come viene chiamato nell’ambiente
degli immigrati marocchini, è un personaggio speciale, unico.
È un intellettuale puro, un ribelle che paga con la lontanaza
l’impossibilità di tacere le proprie idee. A Porta Palazzo,
Lamsuni è un riferimento. Ma lo è, in generale, per
chiunque desideri comprendere il perché di certe tensioni o
di certi atteggiamenti nella comunità islamica. Lui -laico
dichiaratissimo- ha sempre una spiegazione plausibile. Lamsuni, che
è facile incontrare dovunque si parli di un problema che riguardi
i diritti degli immigrati, è davvero un poeta dell’immaginazione. La Stampa
Lamsuni,
ribelle e controcorrente, predica il pieno inserimento nella società
italiana e una visione laica e non clericale dell’Islam, ispirata
al razionalismo illuminato di Averroè La Repubblica
La poesia
è uno strumento forte della resistenza, ci piacerebbe che non
ci fosse bisogno di scrivere versi di reale disperazione ma fino a
quando permangono situazioni così drammatiche non si può
fare altro che incentivare l’opera di artisti come te. L’Ernesto |
Dello stesso autore, sul sito:
Il clandestino, Avicenna, 2004
Le città del mondo non dormono più, Edizioni Pon Sin Mor, 2005