L’artista che dà vita alle pietre, a Voghiera inaugura sabato la mostra di Mario Molezzi

Il laboratorio è a Monestirolo. La sua materia prima sono marmi, arenarie, pietre di calabria, travertino, tra archeologia e scultura, rimando ai primordi

Data:

04/10/2023

Un'immagine generica segnaposto con angoli arrotondati in una figura.

Lo scultore che ‘dà vita’ alle pietre realizza le sue opere nel territorio ferrarese. Il suo studio è a Monestirolo.

 

Lui è Mario Molezzi e una sua mostra - con 23 sue creazioni - sarà inaugurata sabato 7 ottobre alle 17 alla delizia estense di Belriguardo, a Voghiera. All’interno del percorso espositivo, le opere, dallo stile arcaico, dialogheranno, in una felice simbiosi, con i reperti archeologici presenti nelle sale del museo.

 

Originario del cosentino, Molezzi ha vissuto tra la sua terra madre, le Marche e Ferrara, dove risiede da cinquant’anni. E soprattutto da queste terre (ma non solo) proviene anche la sua ‘materia prima’: marmi, arenarie, pietre di Calabria, travertino di Ascoli, trachite dei colli Euganei, che plasma creando volti, corpi, figure.

 

Così dalla pietra lavica dell’Etna emerge una testa d’uomo, da una pietra tufacea la sagoma di una donna, da un blocco di pietra di Puglia un volto femminile. I blocchi sono spesso impreziositi con innesti in vetro.

 

“Il primo scultore”, ama ricordare, “è la natura. “Io non faccio che accompagnare le figure già modellate dalla natura, osservando le pietre già immagino che cosa potranno rappresentare”.

 

All’ingresso del suo laboratorio-atelier di Monestirolo una musa e due “sorelle” - creati in solide figure di cemento - accolgono i visitatori e ‘vegliano’ sugli spazi espositivi da diversi anni. Tra le ultime creazioni di Molezzi ci sono anche i “graffiti”: pannelli in cartongesso decorati con tecnica a intarsio, fino a generare motivi che richiamano i geroglifici, terrecotte ispirate dalle monumentali forme di Henry Spencer Moore, pietre modellate fino a creare moderne versioni di catacombe, ipogei, luoghi dell'uomo ai primordi, agli albori della civiltà.

 

“La materia è passione ed è ispirazione continua - spiega incontrando Rosy Trevisani, titolare del celebre Langelo Atelier, in via Centoversuri -. Dalle terre che hanno segnato la mia vita amo trarre frammenti che ricordino le origini, gli albori, il profondo intreccio tra uomo e ambiente, che richiamino l’umanità al rispetto e alla valorizzazione del creato e dell’uomo stesso”.

Altre informazioni

Data pubblicazione

04/10/2023

Aggiornamento

06/10/2023 09:44