Oggetto

Negli ultimi anni è diventato sempre più frequente il verificarsi di forti ed improvvise precipitazioni temporalesche, caratterizzate da rovesci, più probabili nella stagione estiva, molto intensi (anche superiori a 50-70 mm di pioggia), di breve durata (ore o frazioni di esse) e fortemente localizzati.

 

Descrizione

I fenomeni temporaleschi possono essere suddivisi in due grandi categorie:

NON ORGANIZZATI: sono fenomeni spesso legati all’orografia e al forte riscaldamento diurno tipico delle giornate estive, non sono associati al passaggio di perturbazioni o altre forzanti meteorologiche a grande scala e sono di difficile previsione poiché la loro formazione dipende quasi esclusivamente da fattori locali non rappresentati da modelli matematici di previsione. Normalmente si manifestano nelle ore pomeridiane dando luogo a rovesci di breve durata ed i loro effetti al suolo non sono significativi se non a livello puntuale.
ORGANIZZATI: sono dovuti all’interazione fra le caratteristiche del territorio ed il passaggio di un evento meteorologico in quota ben identificabile (passaggio di una perturbazione, arrivo di aria fredda, presenza di aria calda e umida al suolo, ecc…). Generalmente sono più forti e determinano effetti al suolo significativi in quanto organizzati in strutture di grandi dimensioni, almeno una decina di km, vengono tecnicamente definiti SISTEMI CONVETTIVI ORGANIZZATI. La loro puntuale previsione (localizzazione, durata ed intensità) rimane incerta anche a poche ore dal manifestarsi.
In conseguenza di quanto sopra descritto il rischio di allagamento dovuto a piogge eccezionali è notevolmente aumentato, comportando spesso l’allagamento di aree sparse non necessariamente collegate fra loro.

Gli allagamenti hanno normalmente una durata correlata al tempo di ripristino dell’efficienza della rete di scolo, salvo quei luoghi per i quali, date le loro caratteristiche intrinseche, è stato necessario l’intervento diretto di operatori muniti di pompe di sollevamento acqua.

Benché allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non sia possibile prevedere con sufficiente anticipo e precisione afflussi meteorici molto concentrati nello spazio e nel tempo, la previsione meteorologica è comunque l’unico strumento che permette di predisporre alcune iniziative atte ad evitare o limitare i danni conseguenti ad eventi di questo tipo.

Tra gli elementi a maggior rischio di allagamento durante forti precipitazioni troviamo i sottopassi stradali sia carrabili che ciclo/pedonali. Queste strutture viarie possono, in caso di allagamento, costituire un serio pericolo per l’incolumità di chi incautamente si trovasse a transitarvi.

A tal proposito il Comune di Ferrara ha installato all'imbocco dei sottopassi carrabili di sua gestione, semafori dotati di galleggiante che, qualora il livello dell’acqua raggiunga quote pericolose, accendono il “rosso” segnalando quindi l’obbligo di arrestare la marcia.
In prossimità dei sottopassi ciclo/pedonali sono state invece installate aste graduate che segnalano il livello dell’acqua all'interno degli stessi mettendo quindi in guardia chi vi si trovasse ad attraversarli.
In ogni caso è necessario accertarsi prima di transitare in un sottopasso della sua funzionalità.

Al fine di definire ed attuare le azioni integrate, di carattere preventivo e non, volte alla riduzione delle conseguenze negative, derivanti da alluvioni, per la salute umana, per l’ambiente, per i beni, per il patrimonio storico e culturale, per le attività economiche e sociali, è stato redatto un Piano di Gestione del Rischio Idraulico per il territorio dell’Associazione Intercomunale Terre Estensi, limitatamente allo scenario connesso a precipitazioni meteorologiche di particolare gravità.

In tale piano è stata elaborata la Mappa degli Allagamenti:  l’elaborato è frutto sia di modellazioni idrologico-idrauliche, laddove disponibili, che di indicazioni provenienti da esperienze dirette circa recenti accadimenti.
Per quanto attiene le modellazioni idrauliche sono state assunte, alla base dei calcoli, ipotesi relative a precipitazioni di intensità costante e di durata pari ad un’ora. Le altezze totali di pioggia considerate corrispondono a 30, 50 e 80 mm.
Nella mappa sono riportati gli allagamenti con differenziazione fra le aree sulla base delle diverse ipotesi di altezza di pioggia, nonché gli ambiti la cui criticità risulta nota in ordine a precedenti conoscenze. Pur riconoscendo la validità generale dei risultati ottenuti, è utile sottolineare come per tutta l’area oggetto di analisi, i vani di servizio (scantinati, garage, ecc.) posti a quota inferiore al piano stradale e gli ambienti a piano terra debbono considerarsi fortemente vulnerabili nei confronti di allagamenti da forti precipitazioni, qualora non presidiati da specifici sistemi di difesa locale (paratie, valvole antiriflusso, pompe), di fatto quasi mai presenti.

Altra annotazione concerne il pericolo di allagamento, seppure di grado inferiore, anche al di fuori delle aree individuate come vulnerabili nella Mappa di Allagamento. In estrema sintesi appare corretto affermare che l’intera estesa della città non possa considerarsi esente da rischio di allagamento, in considerazione della imprevedibile forma spazio-temporale e d’intensità degli eventi meteorici a carattere temporalesco.

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