48 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini

Alla biblioteca Ariostea lettere, testimonianze e documenti del grande autore

Data:

02/11/2023

Un'immagine generica segnaposto con angoli arrotondati in una figura.

È stato nella notte che divide i santi dai morti, quella tra il 1 e il 2 novembre 1975, che Pier Paolo Pasolini è stato ucciso. Oggi ricorrono quindi i 48 anni da quella, tragica, data. Anche la biblioteca Ariostea - che ad aprile (e fino al 24 giugno) ha inaugurato la mostra-dossier 'Arte e letteratura nel nome di Roberto Longhi. Bassani, Pasolini, Testori', nata da un'idea di Vittorio Sgarbi - conserva testimonianze legate al grande autore. Testimonianze, per la precisione, contenute nell'Archivio Lanfranco Caretti. Qui è contenuta, tra le altre cose, la corrispondenza tra il filologo, critico letterario, italianista e docente ferrarese Caretti e Pier Paolo Pasolini. 

 

Mirna Bonazza nel catalogo della mostra-dossier ospitata alla biblioteca Ariostea quest’anno, cita alcuni passaggi di quelle lettere. In una, del 12 febbraio 1972, il tono tra i due è confidenziale, Pasolini confida che “I ‘Canterbury Tales (oltre al resto) occupano la mia completa giornata alla moviola”, tanto che “Non ho tempo per nulla”.

 

In una missiva di poco successiva Pasolini dà conto a Caretti di un certo numero di date, piuttosto ravvicinate, nel mese di aprile, in cui dovrà tenere una serie di conferenze in cinque città italiane: Torino, Trieste, Milano, Roma e Bari. La corrispondenza degli anni sessanta, pure contenuta nell’archivio, rivela un tono assai meno confidenziale tra i due. Lo stesso archivio contiene anche un inserto di “Fine secolo” del 26-27 ottobre 1985, dedicato a Pasolini a dieci anni dalla sua tragica fine.

 

“Possiamo dire che Ferrara è stata anche terra feconda di connessioni tra grandi intellettuali del secolo scorso: nel segno di Roberto Longhi, che dell’'Officina ferrarese' fu padre, infatti si formarono lo stesso Pasolini, Giorgio Bassani e, indirettamente, anche Giovanni Testori, che abbiamo celebrato quest’anno alla biblioteca Ariostea, tempio di conoscenza e di testimonianza di grandi epoche del pensiero italiano e occidentale, ancora una volta tappa imprescindibile della cultura”.

 

Nel complesso il fondo Caretti è composto da più di 20.000 volumi moderni, 242 edizioni antiche, circa 6000 opuscoli e 10.000 fascicoli di riviste ed è conservato alla biblioteca Ariostea dal 1997. 

 

Qui l’indicazione e i dettagli sul sito della biblioteca.

Altre informazioni

Data pubblicazione

02/11/2023

Aggiornamento

02/11/2023 16:53