Dante a Ferrara, mostra e ciclo di conferenze alla biblioteca Ariostea

Dal 23 Settembre nuova rassegna dedicata all'inedito Manfredini. Gulinelli: "Opera Dantesca di Previati richiesta da Firenze"

Data di inizio:

13/09/2021

Un'immagine generica segnaposto con angoli arrotondati in una figura.

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Per l'anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante (che ricorre nella notte tra oggi e domani) Ferrara ricorda il Sommo Poeta con, tra le altre cose, una mostra alla biblioteca Ariostea (completa di disegni, opere e di un manoscritto di fine 1400) e con un imminente appuntamento dedicato a un autore ferrarese mai studiato prima, ma fonte di ispirazione anche per disegnatori moderni e molto apprezzato all'estero: Manfredo Manfredini (vedi foto in allegato).

 

Dal 23  settembre una rassegna a lui dedicata sarà allestita nel salone d'onore del Comune. Per l'occasione è stato realizzato anche un catalogo, inedito, dedicato a Manfredini e al mito dantesco tra il 1865 e il 1921, a cura dello storico dell'arte Lucio Scardino. Continuano inoltre - alla biblioteca Ariostea - le conferenze curate da Gardenio Granata. Il calendario degli appuntamenti è iniziato l'11 giugno e proseguirà per 15 date. La prossima è prevista mercoledì 15 settembre (alla biblioteca Ariostea alle 17), dal titolo: "E se 'amar' non fosse amare? Una rilettura della passione fra Paolo e Francesca in Inferno V. L’ombra di Guido Cavalcanti".


"Se la presenza di Dante e le sue origini ferraresi affondano ancora nel mistero, ciò che è certo è che il Divin Poeta ha lasciato, soprattutto nell'arte ferrarese, una traccia straordinaria e opere di indiscusso valore. Cito, a titolo di esempio, il 'Paolo e Francesca' di Gaetano Previati, quadro richiesto dal Museo Nazionale del Bargello, a Firenze, proprio per una mostra dantesca - dice l'assessore Marco Gulinelli -. Le iniziative dantesche - e il percorso di riscoperta di un autore ferrarese dimenticato come Manfredo Manfredini - si inseriscono in questo contesto. I 700 anni dalla morte di Dante sono l'occasione per ritrovare e approfondire le tracce che lo stesso Dante lasciò a Ferrara, ispirando la mano e la mente di autori ferraresi oggi conosciuti e apprezzati in tutto il mondo".


La mostra attualmente allestita e aperta al pubblico alla Biblioteca Ariostea è tappa di un percorso espositivo regionale, rimarrà aperta fino al 2 febbraio 2022 ed è curata dalla responsabile dell'unità operativa delle biblioteche Mirna Bonazza e dal docente di Paleografia e di Codicologia all'Università di Ferrara Sandro Bertelli. In Sala Ariosto sono esposti gli incunaboli della Divina Commedia, il più antico dei quali risale al 1477-1478, altri esemplari del 1491, 1493, 1497 corredati da xilografie, vignette e illustrazioni a piena pagina. E poi rare cinquecentine, un importante testimone del noto sonetto di Dante, Guido i’ vorrei che tu e Lapo ed io, la Difesa della Commedia di Dante di Jacopo Mazzoni, presente in un raro manoscritto del XVII secolo.

 

In mostra anche una particolare edizione della Commedia tradotta in latino dal gesuita Carlo D’Aquino, altre diverse edizioni ottocentesche, il busto di Dante, eseguito dalla Manifattura di Signa (Firenze) nei primi anni del Novecento e - in una seconda sezione in sala Carli - le illustrazioni provenienti dalla collezione dei disegni del ferrarese Franco Morelli (1925-2004).

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Data pubblicazione

13/09/2021

Aggiornamento

13/09/2021 10:38